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Sabato, 13 Agosto 2022
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Aborto, Terni Valley: “Proteggere la libertà delle donne dagli Usa all’Umbria”

Intervento di Federica Burgo, vicepresidente dell’associazione, dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti

Federica Burgo, vicepresidente Terni Valley 

Il 24 giugno negli Stati Uniti è stata ribaltata la sentenza Roe vs. Wade, che garantiva ormai da cinquant’anni il diritto all’aborto. Ora il diritto all’aborto non è più garantito a livello federale. Questo evento ha scosso donne e uomini da tutto il mondo, realizzando la triste verità che i diritti purtroppo vanno sempre celebrati e protetti, e mai dati per scontato.

Anche in Italia la situazione non è molto lontana da quella degli USA: il diritto all’aborto è sì tutelato dalla legge 194, ma si tratta di una tutela de iure e non de facto. Infatti, il 70% dei ginecologi si rifiuta di praticarlo, impedendo a tantissime donne di esercitare una tutela che teoricamente è garantita dalla legge, e ingigantendo il divario tra persone ricche e povere. Gli strati sociali più colpiti sono infatti quelli di coloro che non hanno accesso alla contraccezione, alla sanità pubblica e soprattutto privata, che in questo modo si ritrovano completamente senza mezzi a loro disposizione. Questo ci rende più simili di quanto possiamo pensare agli Stati Uniti.

I diritti, in Italia, sono sempre e costantemente minacciati dalla destra reazionaria, una destra come quella di Pillon che ha parlato della soppressione del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza negli USA come di una “brezza” che spera di portare anche in Italia. Questo è un accanimento contro la libertà, un’idea retrograda e che va contro la possibilità di poter decidere per il proprio corpo.

Purtroppo, nella nostra regione, dove forti sono le idee della destra pilloniana, già c’è stata negli scorsi mesi una delibera che vietava l’aborto farmacologico in day hospital e introduceva l’obbligo al ricovero per tre giorni per assumere la pillola RU486. Una ennesima grave violazione contro i diritti delle donne che solo una grande battaglia delle associazioni locali è riuscita a fermare. Non si può poi dimenticare recentemente quanto ultimamente lo stesso Pillon stia portando avanti nelle ultime settimane contro il mese del pride, accanendosi sempre contro diritti e libertà delle persone, addirittura scatenando una lite all’interno dello stesso partito leghista con la Presidente della nostra regione Tesei per il patrocinio al gay pride in Umbria.

Non solo negli Stati Uniti quindi, ma in Italia e nella nostra regione e nella nostra Terni bisogna continuare a lottare per i diritti di tutti e di tutte, affinché sia possibile un giorno vivere in un mondo che ci tuteli davvero completamente.

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