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Domenica, 21 Aprile 2024
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“Nuova Ztl a Terni, sono i commercianti che ne pagano le spese”

L’intervento di Confcommercio: “Chiediamo al sindaco la rivisitazione delle fasce orarie per l’accesso dei commercianti e dei ristoranti situati nel centro cittadino, al fine di scongiurare un ulteriore spopolamento di tali attività in città”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota diffusa da Confcommercio Terni sulla situazione degli operatori commerciali del centro città a seguito dell’introduzione delle nuove regole per la zona a traffico limitato.

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Abbiamo sempre affermato la necessità di una politica amministrativa più incisiva per il commercio, attuativa di una visione complessiva, dove poter integrare ulteriori ed innovative politiche urbane, volte al sostegno delle attività commerciali.

Ad oggi nulla pare concretizzarsi riguardo tutto ciò. Vi è la stringente necessità per il Comune, di occuparsi seriamente dei bisogni delle imprese commerciali presenti in centro, in particolare per quelle situate all’interno del perimetro delle aree oggetto di limitazione del traffico.

I provvedimenti recentemente approvati in tema di rivisitazione del regolamento della ztl, assunti senza una adeguata e dovuta concertazione, condizionano e penalizzano i commercianti del centro, soprattutto a causa della restrizione delle fasce orarie per il carico e scarico.

Come abbiamo spiegato ai vari interlocutori dell’amministrazione comunale la riduzione del numero dei permessi auto per l’accesso in centro, è un obiettivo comune e condiviso, certamente primario per rivitalizzare e rendere maggiormente attrattiva la città, migliorando il decoro urbano. Ma non basta, in assenza di una strategia più ampia ed articolata.

Non si capisce perché legittimamente si consenta ai cosiddetti “corrieri” di avere anche una fascia pomeridiana di accesso in ztl, mentre ai commercianti, organizzati con una movimentazione della merce e con soluzioni logistiche gestite in forma autonoma, sia negata tale opportunità.

Ci chiediamo altresì come si possa immaginare che un ristorante, localizzato in centro, considerati gli orari di apertura, possa organizzare i necessari approvvigionamenti quotidiani solo nella fascia oraria mattutina dalle 4 alle 10 del mattino, trascurando completamente l’impegno dei ristoratori e del personale occupato, che in tal modo si configura speso in modo totalizzante nelle 24 ore. Ricordiamo che le attività commerciali in centro sono piccolissime imprese, perlopiù a prevalente conduzione famigliare.

I provvedimenti approvati in sintesi, complicano la già difficile gestione delle attività commerciali e dei ristoranti del centro cittadino, in relazione anche ai profondi mutamenti nei modelli di consumo ed alla riduzione della generale capacità di spesa, disattendendo le aspettative del nostro comparto economico.

Manifestiamo all’amministrazione la forte preoccupazione circa gli effetti che tale situazione può provocare in termini di ulteriore desertificazione commerciale. Siamo a chiedere quindi, per tutelare i nostri commercianti e ristoratori, la urgente rivisitazione dell’attuale impostazione.

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