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Cronaca

“Ci ha minacciato con la pistola”, ma l’arma non c’è. E lui finisce lo stesso davanti al giudice

Cinquantenne di Terni denunciato dai genitori di quattro minorenni, arriva la polizia che perquisisce casa ma non trova nulla

L’accusa contenuta nel decreto di citazione immediata a giudizio dice che l’uomo, un cinquantenne di Terni, dovrà comparire davanti al giudice “perché minacciava esibendo una pistola le minori (...) che si erano recate nei pressi dell'abitazione, suscitando l’abbaiare dei cani, alle quali lo stesso aveva indebitamente richiesto documenti di identificazione”.

I fatti si sono verificati la scorsa primavera. Secondo la ricostruzione accusatoria, le quattro ragazzine si sarebbero avvicinate al giardino di casa dell’uomo, alla periferia della città. Avrebbero infastidito il suo cane, tanto da far affacciare sulla terrazza la compagna dell’uomo, che avrebbe chiesto alle ragazzine di smetterla.

Incontrando però le resistenze delle minorenni, la ragazza sarebbe rientrata, facendo uscire il cinquantenne. “Come vi chiamate? Dove sono i vostri genitori? Tornatevene a casa o chiamo i carabinieri”.

A questo punto della vicenda, il corto circuito. Perché le ragazzine se ne vanno e, una volta a casa, raccontano ai genitori che l’uomo le avrebbe minacciate brandendo una pistola. I famigliari avvertono così la questura che, il pomeriggio successivo, fa arrivare sul posto due volanti e cinque agenti, quattro uomini e una donna.

Scatta la perquisizione, ma dalle verifiche degli agenti non emerge nulla. Insomma, dell’arma che sarebbe stata usata per le minacce, non c’è traccia. “Sono stato subito avvertito di quanto stava accadendo. Abbiamo immaginato che le ragazzine avessero scambiato il cellulare che il mio cliente teneva in mano per una pistola”, racconta l’avvocato Marco Marchioli, che assiste il cinquantenne. “E, dato l’esito, credevamo che la storia fosse finita lì”.

Invece no, perché all’uomo è stato notificato il decreto di citazione a giudizio con l’accusa di minacce e il riferimento all’arma. “Il mio cliente non ha mai avuto un’arma e dato l’esito negativo di quella perquisizione, immaginavamo che la vicenda si sarebbe conclusa. Invece, siamo finiti in una storia che ha dell’incredibile, assurda”.

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