Allarme cromo esavalente nei pozzi d’acqua dell’Ast. Denuncia a 5 Stelle, il Comune: controlli a tappeto

Lucidi e Liberati: altri 6 pozzi su 7 risultano contaminati da una nutrita serie di velenosi metalli pesanti. Palazzo Spada: subito verifiche all’interno e all’esterno degli stabilimenti

Dopo l’aria, anche l’acqua. E la minaccia è sempre la stessa: il cromo esavalente. La denuncia del Movimento 5 Stelle (firmata dal senatore Stefano Lucidi e dal consigliere regionale Andrea Liberati) parla di “emergenza” legata alla presenza di “velenosi metalli pesanti”. Il Comune di Terni convoca una riunione d’urgenza con Ast, Asl, Arpa e Regione e stabilisce “monitoraggi all’interno e all’esterno degli stabilimenti”.

La situazione

“Oggi siamo dinanzi a notizie ancor più sconvolgenti, le più gravi di sempre sul cromo esavalente nelle acque sotterranee di Terni – scrivono in una nota Lucidi e Liberati - Ebbene, stando alle ultime analisi, altri sei pozzi su sette risultano contaminati da cromo esavalente, con una nutrita serie di velenosi metalli pesanti aggiuntivi. E non è certo la prima volta che emerge cromo esavalente dai campioni collocati nell'area stabilimenti-discariche, come purtroppo sappiamo. Un prelievo, tra altri, presenta un tenore di cromo pari a 1.200 volte il limite; un tasso di ferro oltre 1.950 volte la soglia; un tasso di nichel superiore a 225 volte, e così via anche con il manganese, l'arsenico, i fluoruri e altro. Risulta che la procura della Repubblica sia stata ampiamente e ripetutamente informata di questi e altri fatti da vari organismi, ma nulla sembra muoversi in concreto, vicenda che spinge i sottoscritti non solo a rivolgersi altrove, ma a operare sul piano politico nazionale, con contatti diretti in seno al Governo, vista l'emergenza in corso. Arpa ha trasmesso tali documenti anche alla ASL anche ai fini della valutazione del rischio sanitario dei lavoratori del sito”.

IL DOCUMENTO
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Riunione d’urgenza

Documenti che, recepiti anche a Palazzo Spada, hanno imposto la convocazione di una riunione d’urgenza al termine della quale “il Comune di Terni, al fine di valutare eventuali provvedimenti, ha concordato con la Asl l’effettuazione di un monitoraggio sulle acque ad uso idropotabile all’interno dell’area dell’Acciai Speciali Terni e di intensificare il monitoraggio sulla distribuzione dell’acqua ad uso idropotabile nei punti più vicini all’area degli stabilimenti”. All’incontro hanno partecipato, oltre al sindaco Latini e all’assessore Salvati, anche Asl, Arpa, Regione Umbria e i rappresentanti di AST TK. La riunione è stata convocata da Palazzo Spada dopo che, lunedì, il ministero dell’Ambiente ha inviato una nota con i risultati dei campionamenti effettuati dall’Ast, in contraddittorio con Arpa, dai quali emergono valori inquinanti molto elevati rispetto alle soglie previste per le acque sotterranee. Il Comune al ricevimento della lettera si è attivato a tutela della salute pubblica, ha subito chiesto indicazioni alla Asl e ha ritenuto necessario convocare e svolgere la riunione con i rappresentanti dell’azienda. “Da parte della Asl – spiega comunque una nota del Comune - non sono state comunque comunicate anomalie nella rete di distribuzione dell'acqua potabile in città”. Gli uffici tecnici comunali hanno anche verificato che nel censimento dei pozzi e dei sondaggi effettuato dal Comune per la microzonizzazione nel 2016, nell’area prossima all’acciaieria, ovvero alla zona nella quale sono stati registrati gli sforamenti, non esistono pozzi privati destinati a qualsiasi uso.

Cromo esavalente, le analisi di Arpa

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