Allarme leptospirosi al canile di Colleluna, il sindaco: è un pericolo. Sequestrata la struttura

L’ordinanza dopo la morte di una cagna, attesa per le analisi dell’Istituto zooprofilattico di Terni. Via alla disinfezione e alla derattizzazione

È cominciato tutto lo scorso 5 settembre dopo la morte di una cagna, Tofee, avvenuta al centro veterinario del Rivo per “sospetta leptospirosi”. La carcassa dell’animale è stata inviata all’Istituto zooprofilattico di Terni per gli accertamenti del caso. Ma in attesa dell’esecuzione delle analisi, il sindaco di Terni – Leonardo Latini – ha disposto il sequestro del canile di Colleluna e dei cani che potrebbero essere venuti a contatto con l’animale potenzialmente infetto.

L’ordinanza arriva in conseguenza di una “situazione straordinaria di necessità e urgenza rappresentata da un pericolo per la pubblica incolumità che con elevata probabilità può reiterarsi in modo accidentale e non prevedibile, alla quale bisogna porre rimedio”.

È stato dunque deciso il sequestro cautelativo dei cani che “possano essere venuti in contatto con il soggetto sospetto di infezione, il loro isolamento e il divieto del loro trasporto fuori dal canile municipale di Colleluna, fino ad accertamento da parte di Usl Umbria 2 della cessata emergenza o della avvenuta guarigione clinica del o dei soggetti che dovessero risultare infetti”.

Contestualmente, l’azienda sanitaria locale dovrà “effettuare prelievi ematici e/o di urina per accertamenti diagnostici di tutti gli esemplari presenti all’interno del canile municipale di Colleluna e il trattamento con adeguata terapia antibiotica di tutti i soggetti che siano venuti a contatto con il soggetto infetto” oltre alla “immediata vaccinazione per leptospirosi spp per tutti i soggetti che fossero venuti a contatto con il cane potenzialmente infetto, qualora siano trascorsi più di sei mesi dall’ultimo intervento vaccinale”.

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E nel frattempo sarà necessario “impedire ogni tipo di contatto da parte degli altri animali ospiti con i luoghi potenzialmente infettati” effettuare “la derattizzazone dell’intero sito e la disinfezione dei ricoveri potenzialmente interessati dalla contaminazione e delle aree circostanti, con particolare attenzione alla disinfezione permanente delle soglie mediante lo spargimento di idonei prodotti”. Precauzioni dovranno essere prese anche dalle persone “che possano venire a contatto con materiale potenzialmente infetto” evitando “ogni contatto del personale di custodia con animali degli spazi vicini” e vietando “il trasporto fuori dal plesso di escrementi, attrezzatura e ogni altro tipo di oggetto potenziale vettore dell’infezione”.

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