La fiaccola dell’anarchia “brucia” nel carcere di Terni, via allo sciopero della fame

“Durante l’emergenza Coronavirus e le rivolte, lo Stato ha seppellito ancora di più noi detenuti in bare di cemento armato e sbarre”, i detenuti della sezione As2 scelgono di restare senza cibo per due settimane

La lettera è datata 23 settembre, ma è rimbalzata sui siti di controinformazione soltanto nelle ultime ore. Da qualche giorno, circolano in rete una serie di analisi su alcune operazioni portate a termine in diverse zone d’Italia contro alcuni movimenti anarchici. Comune denominatore è il carcere di Terni, dove sembra essersi riaccesa la “fiaccola” dell’anarchia.

Dietro le sbarre di vocabolo Sabbione, sezione alta sicurezza As2, si trova ad esempio Nico Aurigemma, trentenne romano arrestato lo scorso mese di giugno nella Capitale nell’ambito dell’operazione Bialystok che ha fatto scattare le manette ai polsi di sei uomini e una donna, ritenuti parte di una cellula eversiva anarco-insurrezionalista a Roma, con base il centro sociale Bencivenga Occupato, a Batteria Nomentana. Un gruppo organizzato che, secondo gli inquirenti, operativo da tre anni puntava far risorgere il movimento anarchico.

A Terni è rinchiuso anche Juan Antonio Sorroche Fernandez. Spagnolo di 42 anni, la primula rossa dell’anarco-insurrezionalismo per l’antimafia veneta è l’autore del fallito attentato alla sede della Lega di Villorba, nel Trevigiano, dell’agosto del 2018. Sparì nel 2017 a seguito di una condanna del tribunale di Torino a 1 anno e 9 mesi per vari reati contro la persona e il patrimonio. Ma il suo curriculum vanta un lungo elenco di addebiti: la partecipazione al G8 di Genova del 2001, le manifestazioni no Tav a Torino, il furto della torcia olimpica, sempre a Torino, nel 2006 e l’attentato alla scuola di polizia di Brescia.

Ora, dalla sezione As2 di Sabbione si alza i grido degli anarchici. “Stiamo assistendo da parte dello Stato ad un attacco su più fronti alle pratiche di solidarietà. Viene colpito chi manifesta la propria solidarietà a prigioniere e prigionieri in lotta (questo passaggio ritorna anche nel lungo documento scritto da Aurigemma, ndr). Viene colpito chi dentro il carcere risponde alle provocazioni dei secondini e chi riceve solidarietà per le lotte intraprese. Viene colpito chi ha partecipato alle rivolte e alle proteste nelle carceri degli ultimi mesi, rivolte che in Italia hanno registrato 14 morti, con rappresaglie che vanno dai pestaggi e le sanzioni disciplinari fino ai processi con accuse in alcuni casi perfino di devastazione e saccheggio”.

“Durante l’emergenza Coronavirus e le rivolte – è scritto nella lettera che sta circolando in queste ore su alcuni siti di infomrazione - lo Stato ha seppellito ancora di più noi detenuti in bare di cemento armato e sbarre, trattandoci come topi in una nave che affonda e isolandoci completamente dal mondo tagliando tutti i pochi ponti che ci collegavano con l’esterno. Le condizioni di vita nelle carceri italiane e il fuoco che cova costantemente sotto le ceneri unite a ciò che stava accadendo ha fatto in modo che la situazione diventasse a molti e molte insopportabile. Senza le rivolte delle persone recluse probabilmente oggi tutti noi saremmo di fatto completamente isolati nelle carceri, senza la possibilità di contatto con i nostri cari, con i nostri affetti, persino con i nostri avvocati”.

“Come anarchici non scordiamo le responsabilità dello Stato e della società capitalista: lo stile di vita consumista è la causa principale di questa pandemia che ha inasprito l’isolamento sociale, il razzismo, il patriarcato, tanto dentro le carceri che fuori di esse, così come lo sfruttamento sfrenato, l’inquinamento e l’avvelenamento che continuano a compromettere le possibilità di una vita degna per tutto questo pianeta”.

“Per tutti questi motivi rinnoviamo la nostra solidarietà a chi si ribella e che lotta, tanto dentro le carceri quanto nel mondo intero, e a tutte le individualità anarchiche indagate, prigioniere, quelle colpite da misure restrittive della libertà e a quelle latitanti, in special modo ora che dobbiamo affrontare i numerosi processi per terrorismo che sono la conseguenza della lotta anarchica portata avanti con passione e determinazione”.

“Per tutti questi motivi noi anarchici della sezione As2 di Terni comunichiamo che cominciamo uno sciopero del carrello della durata di due settimane, dal 19 ottobre al 1 novembre per esprimere solidarietà all’anarchico Beppe, rinchiuso in maniera punitiva nella sezione protetti del carcere Pavia (si tratta di Giuseppe Bruna, imprigionato dal 21 maggio 2019 per l’operazione Prometeo) chiedendo che venga trasferito, e all’anarchico Davide Delogu, rinchiuso nel carcere di Caltagirone e sottoposto all’articolo 14 bis per il suo atteggiamento ostile alla domesticazione del carcere, chiedendo che venga tolto dall’isolamento e revocato il regime detentivo vessatorio a cui è sottoposto da tempo. Per la difesa e la propagazione delle pratiche di solidarietà. Per l’anarchia”.

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