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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Arriva anche in Umbria il vaccino che “piace” ai no vax: somministrazioni dalla prossima settimana

Assegnate alla regione 14mila dosi di Novavax: è destinato agli over 18 e prevede un ciclo di due dosi da somministrare a tre settimane di distanza

Sono 14mila le dosi di vaccino Novavax assegnate all’Umbria dalla struttura commissariale nazionale: lo rende noto il commissario regionale per la gestione dell’emergenza, Massimo D’Angelo.

“Abbiamo avuto contezza del numero delle dosi che arriveranno in Umbria – spiega D’Angelo - mentre non sappiamo con certezza la data della consegna. Comunque, a livello regionale stiamo predisponendo affinché nei vari distretti il vaccino possa essere somministrato a partire dai primi giorni di marzo”.

Entro questa settimana è previsto l’arrivo in Italia di un milione di dosi che verranno distribuite fra le regioni. Entro marzo dovrebbero arrivare altri due milioni di dosi di Novavax.

Novavax è il vaccino che potrebbe “piacere” ai no vax in quanto sfrutta la tecnica delle “proteine ricombinanti” già in uso contro malattie come pertosse, epatite, meningite, herpes zoster e altre infezioni di carattere virale ed è dunque diverso dalla tecnologia a Rna utilizzata da Pfizer e Moderna. Il suo utilizzo è stato approvato dalla Commissione tecnico consultiva dell’Aifa lo scorso 22 dicembre per tutti gli over 18.

È previsto un ciclo di 2 dosi “da somministrare per via intramuscolare (preferibilmente in regione deltoidea del braccio)” a distanza di 3 settimane (21 giorni) l’una dall’altra. Ogni flaconcino multidose contiene “10 dosi, non richiede diluizione e pertanto è già pronto all’uso - si spiega nella circolare del ministero - Il flaconcino chiuso, conservato in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 e 8° C ha una validità di 9 mesi. A temperatura ambiente fino a 25° C, è utilizzabile entro 12 ore. Dopo la prima perforazione, il flaconcino può essere conservato ad una temperatura tra 2 e 25° C ed è utilizzabile entro 6 ore".

Il commissario D’Angelo infine rinnova l’invito, a chi non lo avesse già fatto, a vaccinarsi: “La vaccinazione rimane il pilastro fondamentale di difesa contro il Covid. Purtroppo, gli ospedalizzati e i deceduti sono prevalentemente soggetti che non hanno completato il ciclo vaccinale con la terza dose, o non vaccinati. Anche oggi i due decessi registrati sono di due donne over 80, entrambe non vaccinate. Questo dato – conclude D’Angelo - dovrebbe far riflettere coloro che ancora non sono convinti”.

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