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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Cronaca

Assunta a scuola e licenziata dopo 5 giorni, la battaglia giudiziaria di una docente precaria

Per la dirigenza della scuola e l'Ufficio scolastico non avrebbe i titoli per essere inserita in graduatoria. Dal Tribunale amministrativo regionale la palla passa al Tribunale civile

Assunta per insegnare strumento musicale nei licei e licenziata cinque giorni dopo perché non avrebbe titolo.

È il riassunto della vertenza giudiziaria che vede contrapposti, davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria e al Tribunale civile di Perugia, una docente precaria, difesa dall’avvocato Fabio Amici, e il Ministero dell’Istruzione.

La professoressa è stata esclusa dalla II fascia della graduatoria provinciale per le supplenze della Provincia di Perugia per la classe di concorso AW55 (strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado – flauto traverso) dopo essere stata assunta, a tempo determinato, quindi per la supplenza annuale, dal dirigente dell’istituto scolastico dopo un controllo. Secondo il dirigente mancherebbe, nel curriculum della docente, il “requisito del servizio specifico presso i percorsi di Liceo Musicale”. Cioè non avrebbe mai insegnato strumento al liceo, ma solo in altre scuole.

La decisione del dirigente portava al licenziamento e alla decurtazione dei punti in graduatoria per la docente. La quale ha presentato ricorso sostenendo che per l’inserimento in graduatoria non è richiesto l’aver insegnato, ma possedere i titoli di studio. Quanto ai punti decurtati viene contestato il mancato riconoscimento dell’attività professionale e concertistica.

Per i giudici amministrativi, però, nella procedura di formazione delle graduatorie provinciali per le supplenze “non si rinviene alcuna valutazione selettiva, tanto che non è prevista la nomina di commissioni di valutazione, ma esclusivamente la formazione di un elenco”, quindi non si tratta di un concorso e la competenza sulla correttezza degli atti, quindi, non è del Tar, bensì del giudice civile. Al quale viene demandata la decisione.

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