“Bomba” Coronavirus sul turismo, la Regione tende la mano agli imprenditori: stop Imu per le strutture ricettive

La seconda commissione di Palazzo Cesaroni dà il via libera alla proposta della Lega: sollecitare il Governo anche ad istituire un fondo destinato ai Comuni per compensare il minore gettito

La “bomba” Coronavirus rischia di mandare in crisi l’intero settore turistico dell’Italia e dell’Umbria. Le prenotazioni sono a picco e gli operatori – dalle agenzie di viaggio alle strutture ricettive – hanno lanciato un grido di allarme per sollecitare un intervento istituzionale rapido ed efficace.

LEGGI | Effetto Coronavirus, il grido d’allarme delle agenzie di viaggio ternane

Nella giornata di ieri, la seconda commissione dell’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità dei presenti la proposta di risoluzione sottoscritta dai consiglieri Valerio Mancini, Eugenio Rondini, Francesca Peppucci, Stefano Pastorelli e Daniele Carissimi (Lega) che impegna la Giunta di Palazzo Donini “a chiedere al Governo l’esenzione dal pagamento dell’Imu per le strutture ricettive turistiche nonché l’istituzione di un fondo destinato ai Comuni per compensare il conseguente minor gettito”.

L’atto di indirizzo, presentato dal presidente Mancini, è collegato “all’estendersi sul territorio nazionale dell’emergenza sanitaria relativa al Coronavirus”, valuta “positivamente i provvedimenti con cui la Giunta ha stanziato 31 milioni a sostegno del sistema produttivo regionale” ed evidenzia “gli effetti negativi della crisi del settore turistico sull’occupazione”.

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