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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Boss, anarchici e trafficanti internazionali di droga: chi c’è dietro le sbarre del carcere di Terni

Tra gli oltre 500 detenuti anche esponenti della mafia nigeriana e albanese, sono 29 i detenuti in regime di 41 bis, il “carcere duro”. Ma gli agenti di polizia penitenziaria sono 200: “Un rapporto difficilmente rinvenibile nell’intero panorama nazionale”

Figure “eccellenti” del panorama criminale nazionale ed internazionale hanno “soggiornato” e soggiornano attualmente dietro le sbarre del carcere di Terni, balzato di nuovo agli onori della cronaca dopo gli episodi di violenza che si sono verificati nelle ultime ore. Bernardo Provenzano e Raffaele Cutolo che non hanno bisogno di presentazioni, Antonio Campana, ritenuto a capo della nuova Sacra Corona Unita, il boss della camorra Pasquale Sibillo, l’ex terrorista nero Gilberto Cavallini o ancora i presunti leader del movimento anarchico Juan Antonio Sorroche Fernandez, che qualche settimana fa a Sabbione ha portato avanti uno sciopero della fame proprio contro il carcere duro, in concomitanza con Alfredo Cospito, altro leader del movimento anarchico e già “ospite” della casa circondariale ternana.

Sono solo la punta di un iceberg sempre più massiccio. Ad oggi, l’istituto penitenziario ternano conta 522 detenuti dislocati in 15 diverse sezioni: media sicurezza, 41bis, alta sicurezza 1, 2 e 3, protetti in alta sicurezza e protetti in media sicurezza.

Nel dettaglio, “sono più di 200 i ristretti appartenenti al circuito di alta sicurezza 3 per i reati di cui all’articolo 416 bis o associazione mafiosa anche internazionale (ad esempio mafia nigeriana o albanese) 90 per produzione, traffico e detenzione di sostanza stupefacente, 9 appartenenti al circuito di alta sicurezza 2 per i reati di terrorismo e sovversione all’ordine democratico nazionale ed internazionale (brigate rosse, estrema destra ed anarchici o di natura politico-religiosa con il rischio di radicalizzazione in carcere) nonché 29 soggetti sottoposti al regime di cui all’articolo 41 bis, il “carcere duro” per gli appartenenti alle consorterie criminali mafiose come cosa nostra, stiddari, ndrangheta, sacra corona unita, camorra, mafia capitale ed altro.

Secondo il report curato dall’associazione Antigone - aggiornato allo scorso 31 ottobre - i detenuti attualmente presenti a Sabbione sarebbero 524 a fronte di una capienza regolamentare di 416 unità. Gli stranieri detenuti sono 120. Il numero di attuali presenti è il più alto rilevato nell’ultimo anno, fatta eccezione per quanto emerso da una visita nel giugno scorso, quando i detenuti presenti erano 527. Sempre secondo il dossier dell’associazione, nel 2021 fra le mura della casa circondariale ternane si sono verificati 136 casi di autolesionismo tra i detenuti mentre i tentati suicidi (sempre nel 2021) sono stati 2. Undici, invece, le aggressioni ai danni del personale nel corso del 2021 e 36 quelle ai danni di altri detenuti. La riflessione è comunque che “gli eventi critici sono aumentati nell’ultimo anno”.

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