Briccialdi, statalizzazione in due anni e assegnazione fondi da subito. Pellegrini: “Siamo fuori pericolo”

Salvati gli stipendi del personale si guarda avanti: “Per il bicentenario del musicista tornerà a suonare il flauto di Giulio Briccialdi”

Quando arriva nella sala Casagrande, già piena di giornalisti, alcuni studenti e anche dei docenti, la presidente del Briccialdi Letizia Pellegrini sorride. Ha ritrovato l’ottimismo, e con lei anche il direttore Marco Gatti. Tanto che le viene da scherzarci su: “Finalmente oggi per la prima volta – annuncia Letizia Pellegrini – abbiamo da darvi due notizie, una buona e una ottima”.

L’anno scorso la buona notizia era che la legge finanziaria dello scorso dicembre aveva stanziato i fondi per gli Istituti superiori di studi musicali interessati al processo di statalizzazione. Processo poi interrotto dal blocco dei lavori ministeriali prima, durante e dopo le elezioni politiche.

Quest’anno invece si raddoppia: “Sono molto felice di dire che il prossimo anno accademico – prosegue – i nostri insegnanti potranno svolgere serenamente il proprio lavoro con lo stipendio che gli spetta e i nostri allievi studiare con la gioia di sempre. Perché l’orizzonte è consolidato”.

Ecco le buone notizie

Il processo di statalizzazione, nei suoi aspetti formali e istituzionali, partirà entro il prossimo mese. Per portare a termine tutte le pratiche serviranno 12 mesi (vale a dire tutto il 2019), tra la domanda sulla piattaforma informatica del Miur, la raccolta dei documenti giuridici, finanziari e statistici e la valutazione degli stessi.

“Dal 1 gennaio 2021 – spiega Pellegrini – saranno disponibili 50 milioni di euro per l’intero fabbisogno per coprire l’organico e un fondo di funzionamento ordinario”. Un processo che si prevede lungo e faticoso. Ma nell’attesa – questa la notizia ottima – arriva la decisione del Miur e del Mef di svincolarne l’assegnazione dei fondi, “che inizia dunque da ora e che avverrà a prescindere dalle pratiche per la statalizzazione”.

Nel dettaglio il conservatorio di Terni, oltre alla quota già erogata a maggio scorso dei fondi per la statalizzazione stanziati per il 2018, è in attesa di una seconda tranche di 335 mila euro.

C’è poi un secondo decreto con un budget totale di 3500 euro, che verrà suddiviso al 50% tra tutti gli istituti (sulla base del numero di docenti e personale in servizio a giugno 2017) e al 50% tra quelli con difficoltà di bilancio, dove Terni è capofila con altri 4/5 istituti.

“Fino a qualche mese fa non sapevamo se ci sarebbero arrivati soldi dal ministero, quanti e in quale modalità – prosegue la presidente – adesso sappiamo che possiamo chiudere il 2018 e che possiamo affrontare serenamente il 2019. Ma sappiamo anche quanto lavoro resta da fare”.

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Il caso-Terni e la politica

Il 2018 è stato un anno durissimo, tanto che i nostri docenti non hanno percepito alcuna mensilità da dicembre a marzo – aggiunge Letizia Pellegrini – quando è stato possibile riprendere regolarmente il pagamento si è creato un disallineamento, per cui a tutt’oggi gli stipendi sono arretrati di due mesi”.

Una vicenda che, come ricorda la presidente, si è sbloccata grazie all’intervento della politica: “Dallo scorso agosto abbiamo intavolato un’interlocuzione diretta con il gabinetto del Ministro per farci finanziare, chiedendo un’assegnazione di 670 mila euro. Un intervento sostenuto dal sindaco, dal segretario della Lega umbra Caparvi e del capogruppo della Lega in consiglio regionale Fiorini. Oggi possiamo dire, in sostanza, che il Briccialdi è fuori pericolo”.

Le novità musicali

Salvati gli stipendi del 2018, e con un programma di bilancio preventivo del 2019, è tempo di guardare avanti: “Tra pochi giorni inizierà il nuovo anno accademico del Briccialdi – dice Marco Gatti, direttore dell’istituto – abbiamo avuto un incremento delle domande di ammissioni, che quest’anno sono state 150”.

Attualmente il numero degli iscritti è sui 300 allievi, di cui 170 sono quelli dei corsi accademici.
“Si tratta di un parametro importante per la statalizzazione: nel 2014 gli accademici erano circa un terzo del totale, mentre oggi sono oltre la metà degli allievi. Numeri che testimoniano lo stato di salute del Briccialdi”.

Un conservatorio che si apre sempre di più alla città e alle sue istituzioni e associazioni, come l’International Inner Wheel e Rotary Club di Terni e la fondazione Carit, “che nel 2018 ha riconosciuto al Briccialdi un finanziamento complessivo di oltre 100 mila euro”. L'incontro avvenuto anche con l’Ast: “Sono due istituzioni che hanno fatto la storia di Terni, anche se noi siamo nati prima – scherza il direttore – abbiamo organizzato un concerto in fabbrica per gli operai il prossimo 16 dicembre, dopo la tradizionale messa celebrata dal vescovo”.

E non per ultimo: tornerà a suonare presto il flauto originale di Giulio Briccialdi – restaurato dall’associazione amici del Briccialdi – in un concerto nel mese di dicembre con Francesco Chirivì (ex docente del conservatorio ternano e uno dei maggiori flautisti italiani).

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“L’occasione è il bicentenario della nascita del musicista – conclude Gatti – in tutta Italia si stanno facendo manifestazioni analoghe, ma la nostra sarà unica perché Terni possiede in dono dalla famiglia Briccialdi il flauto che fu di Giulio Briccialdi”.

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