Razzismo e omissione di soccorso, il “caso” rom diventa un’inchiesta: gli indagati e le accuse

Aperto un fascicolo dalla procura della Repubblica di Spoleto, sotto indagine finiscono Emanuele Fiorini e Valerio Mancini che chiesero un censimento dei campi rom in Umbria, oltre all’ex sindaco di Foligno Nando Mismetti per lo sgombero del marzo 2019

Il fascicolo aperto dalla procura della Repubblica di Spoleto parla di “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa” (articolo 604 del codice penale) e omissione di soccorso.

Sotto inchiesta sarebbero finiti Emanuele Fiorini e Valerio Mancini che lo scorso febbraio chiesero in consiglio regionale (Fiorini, all’epoca era capogruppo della Lega in consiglio regionale) che venisse effettuato un censimento dei campi rom presenti in Umbria così da “stabilire il numero dei rom, sinti e camminanti presenti negli insediamenti regolari, verificare la frequenza scolastica obbligatoria dei minori e chiudere gli insediamenti irregolari”.

Nel registro degli indagati è finito anche l’ex sindaco di Foligno, Nando Mismetti, a seguito dello sgombero del campo rom di via Londra a Sant’Eraclio di Foligno che venne eseguito da tecnici comunali e forze dell’ordine alla fine di marzo 2019 a seguito di un’ordinanza del comune di Foligno del precedente mese di gennaio.

Per Fiorini e Mancini i capi d'imputazione sarebbero due: razzismo, appunto, e omissione di soccorso. Per Mismetti l'accusa sarebbe invece solo quella di omissione di soccorso.

L'attività d'indagine nasce dalla denuncia che - dopola resentazione della mozione della Lega in consiglio regionale e a seguito dello sgombero di Foligno - venne presentata dalla Nazione Rom.

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“Dopo un periodo di riflessione, dopo aver capito che al vecchio-nuovo sistema non sono simpatico – scrive Fiorini, attuale consigliere comunale di Terni in un post sulla sua pagina Facebook - oggi amici vi comunico formalmente che sono anche #INDAGATO. Che strano paese è l’Italia e la nostra amata Umbria!”.

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