Vaccini Coronavirus, ecco il piano strategico. Dai punti raccolta ai soggetti coinvolti: “Previsti referenti a livello locale"

Il Ministero della Salute affina la strategia in previsione della campagna di vaccinazione anti-Coronavirus. Le linee guida prevista in collaborazione con AIFA, Age.na.s ed Istituto Superiore di Sanità

foto di repertorio

Una sfida senza precedenti, quella che attende l’intera nazione. Combattere il Coronavirus, attraverso una campagna vaccinazioni a tutto campo, partendo dalle cosiddette categorie prioritarie. A tal proposito il Ministero della salute, in collaborazione con AIFA, Age.na.s ed Istituto Superiore di Sanità sta affinando il piano strategico, in vista dell’esecutività dello stesso, prevista per i primi mesi del 2021.

I dettagli del piano

Il primo passo da compiere, a livello prettamente esecutivo, riguarda la disponibilità del vaccino. A tal proposito: “L’Agenzia europea per i medicinali, onde contribuire all’accelerazione del processo senza venir meno al proprio ruolo, sta procedendo con una procedura finalizzata che consiste nel valutare le singole parti dei dossier man mano che vengono presentate dalle aziende, anziché attenderne l’invio di uno completo. Tale procedura, senza inficiare la valutazione complessiva, abbrevia significativamente i tempi, e non si esclude che si arrivi a concedere una prima autorizzazione all’immissione in commercio già entro l’anno”.

Sono già state identificate le categorie da vaccinare in via prioritaria. Nella fattispecie gli operatori sanitari e sociosanitari; residenti e personale dei presidi residenziali per anziani; persone di età avanzata. Si stimano in oltre 6 milioni i soggetti interessati, ai quali vanno computati oltre 13 milioni di età compresa tra i 60-79 anni ed ulteriori 7,5 circa con almeno una comorbidità cronica. Con l’aumento delle dosi si sottoporranno le altre categorie di popolazioni, fra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali.  

La strategia

La governance del piano è assicurata dal coordinamento tra il Ministro della Salute, la struttura del Commissario straordinario e le regioni e province autonome. La strategia vaccinale si articolerà in diverse fasi, il cui modello organizzativo dipenderà da diversi fattori quali la quantità di vaccino disponibile, la numerosità delle categorie target prioritarie e aspetti logistici legati alla tipologia di catena del freddo, necessaria per il loro trasporto e stoccaggio. Nella fase iniziale prevista una gestione centralizzata della vaccinazione con l’identificazione di siti ospedalieri o pre-ospedalieri e l’impego di unità mobili destinate alla vaccinazione delle persone impossibilitate a raggiungere i punti di somministrazione.

Il personale sarà costituito da un numero flessibile di medici, infermieri, assistenti sanitari, Oss e personale amministrativo di supporto. Si stima, al momento, un fabbisogno massimo di circa ventimila persone. La previsione è quella di agire ricorrendo ad un cospicuo e temporaneo ricorso alle professionalità esistenti nel paese, ricorrendo anche alla pubblicazione di un invito a manifestare la disponibilità a contribuire alla campagna di vaccinazione, con l'attivazione di conseguenti modalità contrattuali. Nonché alla stipula di accordi con il Ministero dell'Università e della ricerca nell'ambito dei percorsi formativi, delle scuole di specializzazione medica.

L’organizzazione

Sul piano organizzativo - a livello nazionale - saranno definite le procedure, gli standard operativi e il lay-out degli spazi per l'accettazione, la somministrazione e la sorveglianza degli eventuali effetti a breve termine. A livello territoriale verranno stabilite la localizzazione fisica dei siti, il coordinamento operativo degli addetti, nonché il controllo sull’esecuzione delle attività. A livello regionale e locale saranno pertanto identificati referenti che risponderanno direttamente alla struttura di coordinamento nazionale e si interfacceranno con gli attori del territorio. Nello specifico i Dipartimenti di prevenzione, per garantire l’implementazione dei piani regionali di vaccinazione e il loro raccordo con il Piano nazionale di vaccinazione.

Con l’aumentare della disponibilità, a livello territoriale, potranno essere realizzate campagne su larga scala per la popolazione presso centri vaccinali organizzati ad hoc. In fase avanzata, accanto all’utilizzo delle unità mobili, il modello organizzativo vedrà via via una maggiore articolazione sul territorio, seguendo sempre più la normale filiera tradizionale, incluso il coinvolgimento degli ambulatori vaccinali territoriali, dei Medici di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, della sanità militare, e dei medici competenti delle aziende.

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