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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Sovraffollamento e violenze, carcere nel caos: appello al prefetto di Terni

La richiesta del sindacato Sarap: “Personale di polizia penitenziaria insufficiente per garantire la sicurezza e la salute dei detenuti e prevenire eventi critici come fughe e proteste”

L’ultimo episodio di violenza porta la data del 4 maggio scorso, “quando un poliziotto penitenziario è stato brutalmente aggredito da un detenuto. E non meno frequenti sono i fenomeni di sopraffazione tra i detenuti stessi”.

Sovraffollamento, episodi di violenza e rischio di “eventi critici” come fughe e proteste: la situazione del carcere di Terni rischia di scivolare sempre più nel caos e il Sarap – Sindacato autonomo ruolo agenti penitenziaria – scrive al prefetto Giovanni Bruno chiedendo un suo “intervento urgente” mettendo nero su bianco “una serie di problemi e criticità nell’ambito del sistema penitenziario della casa circondariale di Terni”.

“In primo luogo – è scritto nella richiesta di incontro firmata dal segretario nazionale aggiunto, Roberto Esposito - si evidenzia un grave sovraffollamento, con una popolazione detenuta che supera di gran lunga la capienza della struttura”. Sono 560 i detenuti presenti alla data del 30 aprile - in base alle rilevazioni dell’associazione Antigone - di cui 136 stranieri a fronte di una capienza massima di 422, per un tasso di sovraffollamento che supera il 120 per cento. Sempre secondo Antigone, l’organico di polizia penitenziaria prevedrebbe 241 agenti, ma quelli effettivamente presenti sarebbero 204”. Organico all’osso che, sostiene il Sarap, così non può riuscire a “garantire la sicurezza e la salute dei detenuti, nonché per prevenire e contrastare eventi critici come fughe e proteste”.

“Pertanto – dice il sindacato - è necessario un intervento urgente da parte del prefetto al fine di affrontare queste gravi problematiche che mettono a rischio la stabilità e l’efficacia del sistema penitenziario di Terni. L’intervento richiesto ha l’obiettivo di garantire un ambiente sicuro per il personale penitenziario e per i detenuti, nonché di contrastare il deterioramento della disciplina all’interno del carcere”.

“È auspicabile che la richiesta venga presa in considerazione e che vengano adottate misure concrete con l’apertura di un tavolo di confronto per affrontare queste problematiche. Quanto sopra descritto – conclude Esposito nella lettera - non è più sostenibile da parte di quel personale che quotidianamente lotta in prima linea e che si ritrova allo stremo delle forze a causa dell’assenza di capacità di gestione da parte dei vertici della casa circondariale Terni, come già in altre occasioni abbiamo evidenziato”.

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