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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Tenta la fuga, poi prende a calci e schiaffi gli agenti: detenuto perde la testa

L’episodio nel circuito di media sicurezza dell’istituto di Sabbione: solo l’intervento della polizia penitenziaria evita il peggio

Prima ha preso a schiaffi un agente poi, in una diversa circostanza, ne ha preso a calci un secondo. E’ quanto accaduto nel carcere di Terni: il fatto viene denunciato dal Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. A ricostruire i fatti Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria della sigla.

“Martedì un detenuto a media sicurezza assegnato a Terni per avvicinamento colloqui, ha provato a scendere dai reparti detentivi. Solo il tempestivo intervento di alcuni colleghi nella rotonda del piano terra ha scongiurato il pericolo di fuga. Durante l’episodio, il detenuto ha aggredito e schiaffeggiato un sottufficiale che tentava di riportarlo alla ragione cercando di capire il perché del suo comportamento. Nonostante l'aggressività immotivata del detenuto i poliziotti intervenuti sono rimasti calmi, dimostrando grande professionalità, e, nonostante le spintonate del detenuto che era fuori controllo, sono riusciti a condurlo in infermeria dove veniva visitato e fatto parlare  con un educatore. La situazione appariva sotto controllo ed il detenuto fingeva di essersi calmato, se non fosse che al momento del trasferimento in isolamento dava di nuovo in escandescenza, opponendo resistenza all’operazione”.

Ma le intemperanze sono continuate: “Stamattina, durante il colloquio con i familiari che gli è stato comunque concesso di avere – vanificando quindi ogni conseguenza disciplinare per quello già fatto - l’agente addetto al controllo si è accorto che il detenuto stava piangendo ed entrava per chiedere se fosse tutto a posto. Senza nessuna apparente ragione, il recluso si alzava come una furia e gli sferrava un calcio. Il collega è stato visitato nell’infermeria del carcere ed attualmente si trova al pronto soccorso dell’ospedale di terni in attesa di prognosi”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha parole di elogio per i poliziotti di Terni: “I nostri agenti non hanno esitato a mettere a rischio la propria vita per fermare il violento detenuto. Una cosa grave, che poteva creare ulteriori seri problemi alla sicurezza: ed è inaccettabile come la violenza di cui si è reso protagonista il detenuto non abbia prodotto provvedimenti disciplinari a suo carico La grave vicenda porta ancora una volta alla luce le priorità della sicurezza con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della polizia penitenziaria”.

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