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Cronaca

“Airbag pericolosi, sospendere immediatamente la guida del veicolo”, il “caso” Citroen anche a Terni

Decine di lettere dalla casa madre: “Le sostanze chimiche contenute in questi dispositivi potrebbero deteriorarsi nel tempo, esponendo guidatore e passeggero al rischio di rottura, in grado di provocare gravi lesioni o morte”. L’associazione Codici: ecco cosa si può fare

Tra le centinaia di migliaia di raccomandate arrivate negli ultimi giorni ai proprietari di una Citroen C3, diverse centinaia riguardano anche automobilisti ternani. Il “caso” degli airbag pericolosi tocca dunque anche la città dell’acciaio e lascia a piedi moltissime persone. L’invito della casa automobilistica è infatti quello di “sospendere immediatamente la guida del veicolo”. L’auto, insomma, è meglio che resti in garage.

“Le scriviamo per avvisarla di un problema che riguarda la sicurezza della sua C3, dotata di dispositivi di gonfiaggio degli airbag prodotti dalla società Takata – scrive la causa automobilisti nella raccomandata destinata ai clienti - Le sostanze chimiche contenute in questi dispositivi di gonfiaggio potrebbero deteriorarsi nel tempo, esponendo guidatore e passeggero al rischio di rottura del dispositivo di gonfiaggio dell'airbag con una forza eccessiva in caso di incidente, in grado di provocare gravi lesioni o morte. Per questo motivo, Citroen le chiede di sospendere immediatamente la guida del suo veicolo”.

“La questione – spiega l’avvocato Massimo Longarini, responsabile per l’Umbria dell’associazione Codici – riguarda le vetture dal 2009 in poi. In questi casi, il codice del consumo stabilisce anzitutto il ripristino della conformità del prodotto. Ma è evidente che questa procedura richiederà molto tempo visto che parliamo di circa 600mila clienti su tutto il territorio nazionale e altrettante auto richiamate dalla fabbrica”.

È chiaro, dunque, che la rete di assistenza dovrà sostenere un lavoro imponente per rispondere a tutte le richieste. “Intanto – prosegue Longarini – come associazione abbiamo inviato una pec a Citroen chiedendo di garantire un’auto sostitutiva ad ogni cliente rimasto a piedi. L’alternativa è prendere una macchina a noleggio il cui costo sarà chiesto successivamente come rimborso”. Ma nel conto finale da presentare potrebbero finire anche i costi per bollo e assicurazione relativi al periodo di inutilizzo dell’auto.

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