I pc violati e i racconti dei testimoni, svolta nelle indagini sulla scomparsa di Barbara Corvi

Omicidio e occultamento di cadavere sono le accuse contestate a Roberto e Maurizio Lo Giudice, finiti nel registro degli indagati della procura di Terni

L’orologio che avrebbe scandito la sorte di Barbara Corvi potrebbe avere iniziato a scorrere un mese prima che la mamma di Amelia, 35 anni e due figli, sparisse nel nulla. Di lei si sono perse le tracce il 27 ottobre del 2009. Ma c’è qualcosa che agli inquirenti suona strano ed è accaduto il 21 settembre, alle 15.44.

È in questo momento che Maurizio Lo Giudice, fratello del marito della donna, Roberto, installa a distanza sul pc di Barbara un software: si chiama mailpv e serve a “scoprire” le password di accesso alle caselle di posta elettronica. Una settimana dopo, il 28 settembre, sempre dalla sua casa di La Spezia, Roberto inserisce un altro programma: iepv e, anche questo, serve a “svelare” le chiavi di accesso ai siti intenet.

Perché? Se lo chiedono gli investigatori che, undici anni dopo quei fatti, hanno riaperto l’inchiesta sul mistero di Barbara Corvi e hanno iscritto i due fratelli Lo Giudice nel registro degli indagati, contestando loro accuse pesantissime: omicidio e occultamento di cadavere.

Del caso è tornata ad occuparsi la trasmissione televisiva di Rai3, Chi l’ha visto?, attraverso una attenta ricostruzione degli ultimi sviluppi dell’inchiesta.

Barbara scompare dalla sua casa di Montecampano, frazione di Amelia, martedì 27 ottobre. L’ultima volta che i suoi famigliari la vedono è intorno alle 16 del pomeriggio. Il giorno prima, così racconta Roberto, in casa era esplosa una bomba visto che il marito aveva scoperto la relazione che Barbara aveva con un altro uomo, Carlo. Quando Roberto viene a sapere del tradimento, la coppia si trova in macchina, colpisce Barbara con uno schiaffo, facendole uscire il sangue dal naso. “Si è pulita con dei fazzoletti – racconterà agli inquirenti – per poi gettarli sui sedili anteriori e posteriori”.

Il giorno dopo, Roberto fa una scenata davanti a tutta la famiglia. Poi le cose, almeno apparentemente, si placano. “Siamo usciti verso le 17”, racconta. “Ma poi Barbara si è sentita male e dunque siamo tornati indietro, verso le 17.30”. Ma una vicina di casa, ascoltata nell’ambito dell’indagine, riferirà di non avere visto nessuno in quegli orari. Mentre Roberto viene notato intorno alle 18.30 di fronte ad una bar di Amelia “sconvolto e con gli occhi gonfi”.

Alle 21 di quello stesso giorno, Roberto contatta Maurizio. Le celle telefoniche dicono che il fratello si trova a La Spezia da dove, un paio di giorni dopo, si sposta per raggiungere Amelia. Arriva poco prima dell’alba e, ricostruiscono le perizie tecniche, intorno alle 8.30 si mette a lavorare sul pc di Barbara, cancellando la cronologia dei giorni precedenti.

Lo stesso Maurizio ha avuto un ruolo chiave nella vicenda di Angela Costantino, moglie di un altro fratello Lo Giudice, anche lei scomparsa (aveva 25 anni e 4 figli) dopo la scoperta di una relazione extraconiugale. Le sue dichiarazioni – poi ritrattate – hanno portato a due condanne a trent’anni di cella. Ora entra nella vicenda di Barbara Corvi. E forse, undici anni dopo quei fatti, anche qui la verità potrebbe essere più vicina.

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