Coltivava l'erba per il figlio. Patteggiamento per il padre del 28enne consumatore della "maria"

È arrivato il primo esito della vicenda del padre che coltivava l' "erba" per il figlio. E lo faceva per evitargli brutti giri. Patteggiamento per l'uomo. C'è ancora attesa, invece, per l'esito giudiziario del figlio 28enne.

La notizia dell'arresto del 66enne e di suo figlio aveva fatto discutere, soprattutto per le motivazioni che avevano indotto il padre a coltivare marijuana affinché il figlio, consumatore assiduo, non entresse in brutti giri. Per l'uomo, padre premuroso, era più protettivo che il figlio consumasse l'erba in casa, alla luce del sole, piuttosto che invischiarsi con la malavita.

Dopo l'arresto dei due, avvenuto nei giorni scorsi da parte del comando dei carabinieri di Terni, erano state rinvenute delle piantine essiccate di marijuana. Un bottino da oltre un chilo. Una buona parte dell'erba era già conservata in barattoli. Inoltre, è stata trovata una piantina di canapa indiana alta circa due metri, oltre agli "attrezzi del mestiere" (un bilancino di precisione, un'altra bilancia e un macchinario per il sottovuoto per il confezionamento e la conservazione dell'erba). Nelle scorse ore è arrivato il primo epilogo del procedimento giudiziario a carico dei due. 

Per il padre del giovane consumatore, incensurato come il figlio, c'è stato il patteggiamento delle pena  - che è stata sospesa -, di 1 anno e 4 mesi oltre a una multa di 5mila e 800 euro comminata dal giudice Mastracchio e controfirmata dal pm Naldi.

Sul 28enne, difeso assieme al padre dall'avvocato Madami, pesa la denuncia a piede libero con una fattispecie di reato ritenuta più lieve. Anche per lui è stato chiesto il patteggiamento. Nei prossimi giorni il verdetto.

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