Compra casa e si ritrova in un incubo: botte, minacce e gomme squarciate

L’acquisto dell’immobile e i primi problemi strutturali: così comincia l’odissea giudiziaria di un professionista. Tra avvocati in fuga e lo spettro della “mala” romana

Quando ha aperto per la prima volta la porta di quella casa, non sapeva di essere precipitato in un inferno. Lo ha scoperto giorno dopo giorno, fra botte, minacce, intimidazioni, avvocati in fuga e lo spettro delle malavita romana.

Tutto comincia appena dopo l’atto d’acquisto dell’immobile. Il professionista compra la casa nel Ternano da un’impresa edile, ma si accorge di alcuni problemi strutturali. L’impresa non vuole però saperne di sistemare le cose e così le parti arrivano davanti al giudice. Nel frattempo, però, il titolare dell’impresa cede gli immobili – compresa la casa in questione – alla moglie, diventando di fatto nullatenente.
Il procedimento va avanti lo stesso, mentre cominciano una serie di intimidazioni e minacce. Fino a che una notte, il professionista e la compagna vengono svegliati da un forte odore di bruciato. Si affacciano alla finestra e vedono il cancello in fiamme. L’incendio è doloso, l’incubo è appena cominciato.

Passa qualche giorno e la madre dell’uomo viene bersagliata da una serie di citofonate intimidatorie, accompagnate da minacce verso la sua famiglia. È l’ultimo passo verso l’escalation. Perché appena qualche tempo dopo, due uomini col volto coperto dal casco fanno irruzione nell’ufficio del professionista, mettono a soqquadro la stanza e lo prendono a pugni in faccia, fino a fratturargli il setto nasale. Poi, spalle alla porta, lo avvertono: “Lascia stare quella casa”.

La “guerra” non finisce qui, perché dopo avere terrorizzato il professionista e la sua famiglia, la banda rivolge le sue attenzioni ai legali dell’uomo: le gomme delle loro auto vengono squarciate come segno di avvertimento. E gli avvocati rinunciano al mandato. Così come loro, tutti i legali ternani a cui il professionista si è rivolto.

La situazione sembra disperata. Così tanto da innescare anche una serie di ripercussioni sulla salute della compagna dell’uomo. Che riesce a risolvere i suoi problemi e, navigando su facebook, incappa nel profilo dell’Anvu, Associazione nazionale vittime usura ed estorsione, a cui chiede aiuto.
“Abbiamo preso in carico tutta la situazione - spiega l’avvocato Monica Nassisi, presidente di Anvu – portando avanti sia il percorso civile dei procedimenti che quello penale”.

Contro le aggressioni e le minacce sono state presentate infatti diverse denunce per le quali prima è stata chiesta l’archiviazione ma poi le indagini sono proseguite. E sembra che il filo dell’inchiesta porti ad un personaggio già pregiudicato e noto negli ambienti della malavita romana per reati di usura ed estorsione che sarebbero stati commessi sia nel Lazio che in Umbria.

“Il mio assistito e la sua compagna vivono nel terrore, cambiano continuamente residenza e hanno praticamente abbandonato la casa che ha dato inizio a tutta questa storia. Sono costretti quasi ad un esilio volontario. Ora - spiega l'avvocato Nassisi - siamo in attesa che il percorso giudiziario vada avanti. Ma non mi sembra semplice. A Pasqua doveva iniziare una perizia, ma il tecnico incaricato ci ha fatto sapere che per motivi gravissimi doveva rinviare l’inizio delle operazioni peritali. Nonostante le mie sollecitazioni, ad oggi non ho alcuna notizia. Ritengo sia una anomalia piuttosto singolare. Non vorrei che le minacce siano arrivate fino a lui”.

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