Terni “proibita”, giro di vite sulle strade del sesso: multe a clienti e prostitute fino a 500 euro

Ordinanza del sindaco, ecco tutte le vie interessate. Con la sanzione scatterà anche la segnalazione a guardia di finanza e agenzia delle entrate

Arriva da Palazzo Spada un altro giro di vite per una movida “sicura”. Accanto al rafforzamento dei controlli e delle attività di verifica che vedono insieme amministrazione, gestori dei locali e forze dell’ordine, il sindaco di Terni, Leonardo Latini, ha anche firmato un’ordinanza anti-prostituzione che circoscrive una zona di allerta e prevede multe fino a 500 euro per prostitute e clienti.

Il provvedimento parte dalla considerazione che “in alcune zone del territorio comunale si assiste ad un incremento del fenomeno di prostituzione su strada (…) vissuta con forte disagio e allarme vivissimo in particolar modo dai residenti prossimi alle predette aree, che ne devono subire tutti gli aspetti negativi anche sotto il profilo della sicurezza” dal momento che “alcuni comportamenti rilevati dagli organi di polizia messi in atto in determinate zone della città, sia dalle prostitute che dai clienti, sono incontestabilmente offensivi di molteplici interessi e valori della collettività, qualcuno tutelato anche a livello costituzionale, quali la morale pubblica ed il comune sentimento di pudore, la sanità, la sicurezza e tranquillità pubblica, la convivenza civile e la coesione sociale, le salvaguardia delle attività, del lavoro, della mobilità e dell'ambiente urbano in ogni suo aspetto”.

“Nel territorio comunale – rileva dunque l’ordinanza - la prostituzione su strada, per la diffusione del fenomeno in alcune aree, in particolar modo nel periodo estivo, pregiudica il decoro e la vivibilità urbana nonché le condizioni di vita dei cittadini, costituendo fonte di degrado urbano ed insicurezza, come testimoniato dalla pluralità di segnalazioni, denunce ed esposti tesi a evidenziare la insostenibilità della convivenza col fenomeno”.

Prostituzione che spesso determina “l’incremento di una serie di fenomeni, anche di rilevanza penale, tra cui la commissione di reati correlati alla prostituzione”, soprattutto in alcune particolari zone della città, che l’ordinanza individua. Una sorta di mappa della Terni “proibita” e delle strade del sesso sulle quali da ora si concentrerà l’attenzione.

In particolare, si tratta di via Lungonera Savoia, viale Brenta, vocabolo Staino, viale Centurini, foro Boario, strada San Martino (zona stadio), piazzale Caduti di Montelungo (cimitero comunale). “Nelle aree adiacenti alle suddette strade e in prossimità delle aree di intersezione con le vie intersecantesi con le strade sopra elencate – dice dunque l’ordinanza - sia fatto divieto a chiunque di porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione. La violazione si concretizza con lo stazionamento e/o l’appostamento della persona e/o l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi e/o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione”.

Sarà vietato anche “richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo, che indossino un abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero mostrino nudità e/o di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento; alla guida di veicoli, di eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale al fine di richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere comportamenti e atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo, che indossino abbigliamento indecoroso o indecente o che mostrino nudità e/o di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento”.

Contro prostitute e clienti scatterà la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 200 ad un massimo di 500 euro. Ma non solo. Perché “qualunque fatto o atto ritenuto rilevante ai fini fiscali, riscontrato dall’agente accertatore nei confronti di chicchessia, nell’ambito dell’attività di controllo o di accertamento di cui alla presente ordinanza, sarà portato a conoscenza – a cura dell’organo cui appartiene l’agente accertatore –  unitamente alla copia del verbale di accertamento, qualora contestato, all’agenzia delle entrate nonché al comando provinciale della guardia di finanza di Terni” per verificare eventuali fenomeni di evasione fiscale.

Un ultimo, ma non meno importante, passaggio dell’ordinanza prevede che “qualora emergano elementi oggettivi che possano far ritenere che i soggetti siano vittime di violenza o di grave sfruttamento ovvero venga riscontrato uno stato di particolare disagio, potranno essere avviati a programmi di sostegno e reinserimento psicologico e sociale attivi sul territorio comunale per il loro recupero, tramite segnalazione da parte degli organi di controllo”.

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