Concorsopoli, Bocci e Valorosi in silenzio. Barberini davanti al gip parla e spiega: “Mai raccomandato nessuno”

Prosegue l’inchiesta: sequestrati telefoni, computer e profili whatsapp. Spuntano anche altri indagati: ecco i nomi

L'avvocato David Brunelli

Luca Barberini, ex assessore regionale alla Sanità, ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari, Valerio D’Andria, e “ha spiegato diffusamente i suoi comportamenti sulla base di quanto risulta dall’ordinanza, ribadendo la sua estraneità ai fatti contestati”, ha commentato il suo legale, l’avvocato David Brunelli.

Il mio assistito ha dato una spiegazione molto convincente in merito all’unica telefonata che lo riguarda - ha detto ancora Brunelli – È tranquillo, dice che non ha mai raccomandato nessuno, tanto meno fatto segnalazioni o alterato concorsi ricevendo e distribuendo le tracce delle prove”. Sulla base dell’interrogatorio, il difensore ha chiesto “la revoca della misura cautelare o la concessione di una misura meno afflittiva”.

GUARDA - Le dichiarazioni dell'avvocato David Brunelli

Sono comparsi davanti al gip anche Gianpiero Bocci e Maurizio Valorosi, ma entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. “Dobbiamo approfondire il quadro probatorio e la mole documentaria acquisita dalla procura e stabilire con precisione quali elementi a carico e su quali ragionare - ha detto l’avvocato Brunelli che assiste anche l’ex segretario regionale del Partito democratico e il direttore amministrativo dell’ospedale di Perugia - Nei prossimi giorni chiederemo l’interrogatorio in procura per i miei assistiti ed entrambi spiegheranno le loro posizioni e le contestazioni”.

L’intercettazione di Barberini

Valorosi: “Agli ordini!”.

Barberini: “pronto?”.

Valorosi: “pronto? agli ordini!”.

Barberini: “ma dò stai? ma do stai?”.

Valorosi: “Sto tornando a casa… sto tornando a casina”.

Barberini: “già torni a casa? Io boh… io l’ho detto.. t’a voi v’ha nominato la Marini, si vede che non fate un cazzo proprio”.

Valorosi: “(ride)”.

Barberini: “cioè… alle 4 e mezza già stamo a casa … cioè … io non lo so … ci metto le mani guarda, vi caccio via tutti guarda, state a rischio …”.

Barberini: “senti ma … quella cosa che avevo detto … Duca a te, Duca a la Carnio, eccetera ... sta andando avanti s’? l’avete vista sì? tutto a posto?”.

Valorosi risponde ripetendo 4 volte “sì”.

Barberini: “secondo quell’ordine, insomma, di priorità”.

Valorosi: “tutto in itinere, tutto in itinere …”.

Barberini: “però … sorveglia eh? Prima … verifica bene, roba che marciamo spediti, anche su quella, va bene?”.

Valorosi: “va bene, verifico e poi … riferisco ...”.

Intanto, la procura di Perugia ha sequestrato una ingente mole di materiale riferibile agli indagati dell’inchiesta sanità. Le acquisizioni riguardano telefoni cellulari, tablet, chiavette usb, computer e hard disk oltre ad account di posta elettronica, Whatsapp, Facebook, Messenger, Instagram e Telegram.

I consulenti nominati dalla procura perugina dovranno passare al setaccio tutto il materiale a caccia di elementi utili per l’indagine. E nell’inchiesta compaiono anche nuovi nomi e qualcuno di quelli che si trova nelle intercettazioni (così come riportato oggi da alcune testate cartacee e online). Si tratta di Reno Vitali, Alberto Palazzetti, Anna Cataldi, Tiziana Ceccucci e Patrizia Borghesi.

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