Concorsopoli, scena muta davanti al giudice. Domani tocca a Barberini e Bocci

Interrogatorio per Emilio Duca, Roberto Ambrogi, Antonio Tamagnini e Maria Cristina Conte. L’avvocato Falcinelli: dobbiamo studiare tremila pagine di atti giudiziari

Silenzio. Questa la strategia seguita da Emilio Duca, ex direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, interrogato questa mattina dal gip Valerio D’Andria nell’ambito dell’inchiesta sui presunti concorsi truccati al Santa Maria della Misericordia.

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Duca si è presentato di fronte al giudice accompagnato dal suo legale, Francesco Falcinelli. L’interrogatorio di garanzia si è concluso nell’arco di un’ora visto che l’ex manager perugino si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Abbiamo l’esigenza di studiare e valutare a fondo tutti gli atti dell’indagine”, dice l’avvocato Falcinelli, sottolineando la difficoltà materiale nell’approfondire le “carte” dell’accusa, ossia circa tremila pagine in cui viene ricostruito il sistema che avrebbe pilotato le assunzioni in sanità e nelle quali il nome di Duca compare – praticamente – accanto ad ognuno dei 34 capi di imputazione contestati ai 35 indagati.

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La difesa di Duca non ha neanche chiesto al gip la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari che, probabilmente, sarà avanzata al tribunale del Riesame.

Oggi è stata la volta anche degli altri tre dirigenti indagati destinatari delle misure interdittive: Roberto Ambrogi, Antonio Tamagnini e Maria Cristina Conte. Anche loro hanno scelto la strada del silenzio.

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Nella giornata di domani, davanti al gip compariranno invece l’ex segretario del Pd, Gianpiero Bocci, l’ex assessore regionale alla sanità, Luca Barberini, e il direttore amministrativo dell’ospedale di Perugia, Maurizio Valorosi, tutti e tre difesi dall’avvocato David Brunelli.

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