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Cronaca

Coronavirus, l’analisi: “Primi segnali di rallentamento dopo la recente crescita dei contagi. Prudenza e pazienza”

L’approfondimento del professor Luca Gammaitoni: “La fascia più colpita rimane quella dei giovani (14-20) e giovanissimi (6-11) che, grazie alla maggiore contagiosità della variante in corso e alle abitudini sociali, contribuiscono ad una maggiore circolazione del virus”

Un approfondimento sull’andamento epidemiologico, legato alla diffusione del Coronavirus in Umbria, è stato fornito dal professor Luca Gammaitoni dell’Università degli studi di Perugia. Focus sull’ultimo periodo legato all’innalzamento dei contagi e lo scenario di medio-breve periodo per ciò che concerne il territorio regionale.

“Primi timidi segnali di rallentamento per la recente crescita dei contagi in Umbria. Come avevamo anticipato nelle settimane scorse, la rapida crescita del numero dei nuovi positivi (curva rossa in alto) ha trascinato anche la crescita degli ospedalizzati (curva gialla in basso). Anche il resto dell’Italia alla fine ha seguito il nostro percorso, con un po’ di ritardo. Adesso sembra profilarsi in Umbria un rallentamento della crescita del numero dei nuovi contagi giornalieri. Se questi segnali verranno confermati dai dati di questa settimana, allora potremo guardare al raggiungimento di un massimo e conseguente decrescita del numero dei positivi (curva tratteggiata blu) che porterà, a seguire, anche un nuovo calo delle ospedalizzazioni (curva tratteggiata rossa)”.

Come riporta il professore: “La fascia più colpita rimane quella dei giovani (14-20) e giovanissimi (6-11) che, grazie alla maggiore contagiosità della variante in corso e alle abitudini sociali, contribuiscono ad una maggiore circolazione del virus.  Per uscire presto e bene dall’epidemia occorre limitare la circolazione del virus e questo si ottiene solo vaccinandoci e continuando ad usare prudenza nei contatti sociali”.

Riflessione a margine: “Lo so che siete stanchi di sentirlo ripetere e avete cose ben più importanti da seguire, ma non è che non parlandone l’epidemia sparisce. Il perdurare dell’epidemia porta possibili rischi per le fasce più deboli e per i non vaccinati. Anche io sono stanco di occuparmene e vorrei veramente veder calare fino a zero contagi e ospedalizzazioni. Prudenza e pazienza: non ci sono alternative”.

Il grafico in allegato

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