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Emergenza Coronavirus, si “allargano” le porte dell’emporio della solidarietà della Caritas di Terni

Estesa la possibilità di accedere alla struttura di via Vollusiano: le famiglie potranno prelevare prodotti per 50 euro ogni 15 giorni, i singoli per 25 euro ogni due settimane. Ma serve il via libera del parroco

Nelle prossime ore dovrebbero cominciare ad essere pubblicati i bandi che permetteranno ai cittadini di accedere ai buoni spesa messi a disposizione del Governo: per Terni si tratta di un fondo di oltre 650mila euro. Si moltiplicano, nel frattempo, le iniziative per cercare di contrastare, dopo quella sanitaria, l’emergenza economica innescata dal Coronavirus.

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Si muovono dunque anche la Caritas diocesana e l’associazione di volontariato San Martino che intendono così “accogliere l’invito del santo padre di prestare vicinanza e soccorso a chi ‘ha fame’ e, particolarmente provato da questo momento di emergenza sanitaria, non accede all’emporio della solidarietà, non ha la possibilità di avere aiuti, non può lavorare o non ha lavoro”.

Viene data perciò la possibilità di “un’ulteriore apertura degli accessi all’emporio solidale diocesano di via Vollusiano a Terni. Apertura che sarà limitata alla durata dell’emergenza Coronavirus e alla disponibilità di beni che si riuscirà ad acquistare o reperire”.

Caritas e San Martino fanno sapere che “per poter usufruire dell’emporio solidale è necessario presentare domanda tassativamente tramite parrocchia (parroco o presbitero e/o coordinatore parrocchiale o associazione che gestisce la carità) che conosce, propone, segue il nucleo o la singola persona che segnalerà al centro di ascolto diocesano. La Caritas diocesana e la San Martino si riservano la facoltà, in un secondo momento, di richiedere al dichiarante o al beneficiario eventuali documenti che comprovano lo stato momentaneo di necessità”.

Successivamente alla segnalazione, le persone saranno chiamate dagli operatori dell’emporio e potranno accedere uno alla volta e solo su appuntamento. “Le famiglie potranno prelevare gli alimenti per un importo massimo di 50 euro ogni 15 giorni, che corrispondono a 1000 punti/cuori, mentre un singolo 500 punti/cuori che corrispondono a 25 ogni 15 giorni”.

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