Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Coronavirus ad Amelia, il parroco ribatte alle polemiche: qui non si organizzano né feste né festicciole

Padre Sergio, parroco della chiesa di San Massimiliano Kolbe, interviene dopo la querelle che si è scatenata sui social a seguito del boom di contagi in città: tutti, preti e fedeli, indossano le mascherine e sono seduti alla distanza prevista

Il boom di contagi da Coronavirus ad Amelia (ad oggi, 29 gennaio, i positivi sono 100) ha portato una coda polemica che è rimbalzata dalla stampa ai social network. In particolare, sotto “accusa” è finita la parrocchia di San Massimiliano Kolbe, messa all’indice per l’incremento di positivi.

Sulla querelle, interviene con un post pubblicato su facebook, il parroco, padre Sergio Prina: “Sembrava un problema lontano, preoccupante certo, ma pur sempre lontano. Poi, ci svegliamo e ce lo troviamo in casa. La prima domanda, istintiva – come quando sorprendi un estraneo nella tua cucina – è stata: Chi ti ha fatto entrare? E come in una gigantesca caccia al tesoro siamo andati in cerca di chi e dove”.

Padre Sergio ricostruisce poi quello che sembra sia stato il giorno “X”, ossia lo scorso 17 gennaio. “Nella chiesa di san Massimiliano si sono celebrate tre Messe: 8.30, 10.30, 16; i partecipanti sono rimasti alla distanza prescritta per tutto il tempo, si sono sanificate le mani all'inizio e alcuni anche durante la messa, e come sempre al termine di ogni celebrazione i responsabili della sanificazione hanno provveduto ad effettuare le operazioni prescritte”.

“Leggendo poi sui giornali e sui social di una festa con catering – entra sul punto - mi permetto di dire che non è vero. Chiunque ha la consuetudine di frequentare le chiese può osservare che tutti, preti e fedeli, indossano le mascherine e sono seduti alla distanza prevista né si organizzano feste e festicciole”.

“Penso che sia ragionevole fidarci delle autorità competenti e delle loro disposizioni: siamo abituati a discutere su tutto, siamo una popolazione di 60 milioni di commissari tecnici della nazionale e tutti abbiamo un amico medico espertissimo, oppure cadiamo in quella realtà del dire le cose senza sapere come sono andate”.

“Il sottoscritto, che mai si è risparmiato nella prima fase della pandemia e anche nell'attuale di provvedere viveri e aiuti vari a persone positive e in isolamento – aggiunge ancora il parroco - ora si è ritrovato positivo. E diversi preti, che si sono dedicati a soccorrere e a provvedere a persone positive, purtroppo stanno pagando per la loro generosità”.

“In questo periodo di prova penso che sia utile restare uniti e non divisi, non cadendo nella trappola del rincorrere notizie o scoop che poi non corrispondono al vero: certamente come detto dalle autorità competenti c’è stata una evoluzione del virus, al punto tale che oggi si parla di una possibile variante umbra. In ogni caso è opportuno richiamare tutti ad un supplemento di prudenza e di responsabilità”.

“Da parte mia e della comunità parrocchiale di San Massimiliano Kolbe – così si chiude il post - siamo vicini a tutti nell’affetto, nell’amicizia e soprattutto nella preghiera, affinché il Signore ci aiuti a superare questo momento difficile”.

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