Coronavirus, la nuova ondata fa davvero paura: adesso l’Umbria pensa al piano B

La giunta regionale vara le nuove misure di contenimento per l’emergenza Covid: 576 posti letto disponibili di cui 127 in terapia intensiva. Il “debutto” di Guido Bertolaso: questa estate abbiamo perso tempo, ora non ne abbiamo più

“Abbiamo perso del tempo questa estate, ora non dobbiamo più perdere tempo. In emergenza il tempo è il fattore determinante. Bisogna agire e bisogna farlo ieri. Con questo metodo questa regione è attrezzata per affrontare i prossimi mesi che saranno molto duri”.

Al lungo curriculum che Guido Bertolaso ha assemblato nella sua carriere di gestione delle emergenze si aggiunge anche la casella dell’Umbria. L’ex numero uno della protezione civile nazionale è infatti consulente della Regione Umbria per l’emergenza Coronavirus. Oggi pomeriggio il suo debutto ufficiale in occasione della presentazione del piano che la task force di Palazzo Donini mette in campo per la gestione di questa seconda ondata del virus. “Ce l’aspettavamo, ma non pensavamo che fosse così forte”.

Prima di passare al collegamento con Roma in cui nella Conferenza Stato-Regioni (ore 17) verranno illustrate le nuove misure di contenimento previste dal Dpcm che il premier Giuseppe Conte illustrerà probabilmente in serata, è la governatrice Donatella Tesei a spiegare che il piano di contenimento prevede la “messa in funzione di ulteriori posti letto per garantire l’assistenza ai malati Covid, cercando di salvaguardare al massimo le altre prestazioni sanitarie che i nostri ospedali continuano ad erogare. È un momento delicato, stiamo seguendo le evoluzioni giorno e notte: grazie a tutti i sanitari che stanno mettendo il cuore oltre l’ostacolo per rispondere a questa emergenza. Ci stiamo organizzando per reperire quanto più personale possibile”.

“La situazione in Italia è molto critica, quindi noi dobbiamo cercare in tutti i modi di organizzarci al meglio per dare le risposte necessarie. Guido Bertolaso è una garanzia per la gestione delle emergenze a tutti i livelli, sarà consulente della Regione anche per seguire l’evoluzione di questo piano e di un eventuale ulteriore piano di salvaguardia. La sua consulenza è a titolo gratuito: lo fa di buon cuore e io non posso che ringraziarlo”.

Passando al dettaglio, del piano di contenimento, le misure attuali prevedono una disponibilità totale di 127 posti letto in terapia intensiva (dalle 70, ad oggi siamo a 104) e una disponibilità complessiva di 576 posti letto in tutta l’Umbria, attraverso gli ospedali che fanno parte della rete dell’emergenza sanitaria.

Il problema, ad oggi, non sta soltanto nelle necessità di individuare gli spazi necessari alla cura dei malati Covid. C’è infatti la necessità di reperire il personale necessario alla gestione di quegli spazi: il personale necessario ammonta ad una quota complessiva di 222 unità fra medici, anestesisti, infermieri ed Oss. Nel dettaglio: 36 unità saranno necessarie all’ospedale di Terni, 43 a Perugia, 66 per la Usl Umbria 1, 77 per la Usl 2. Complessivamente, 23 medici, 35 anestesisti, 116 infermieri, 48 Oss.

Il piano di contenimento potrebbe però non essere però l’ultimo gradino dell’emergenza. Esiste infatti un punto di caduta che coincide con la metà di novembre e che dovrà far capire se gli scenari peggiori saranno rimasti alle spalle o potrebbero invece incorrere. I numeri dicono che un carico di picco di 441 persone in ospedale, di cui 90 in terapia intensiva, renderà necessario passare ad un piano di salvaguardia. Che prevedrà di reperire posti letto in tutti gli ospedali dell’Umbria e di ampliare anche la disponibilità i strutture extra rispetto al servizio sanitario regionale. Ad oggi, il bollettino dice che i ricoverati sono 353, di cui 48 in terapia intensiva. L’ultimo gradino dell’emergenza sembra essere dietro l’angolo.

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