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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Coronavirus, ecco il nuovo Dpcm: cosa cambia da domani e fino al prossimo 5 marzo

Scuola, spostamenti, attività di ristorazione: le regole. Attesa per il monitoraggio di ministero della salute e Iss che dovrebbe portare l’Umbria in fascia arancione | IL DOCUMENTO

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm con le restrizioni anti contagio da Covid19 che saranno in vigore da domani, 16 gennaio, e fino al prossimo 5 marzo.

Il provvedimento introduce alcuni cambiamenti rispetto alle bozze di documento che sono circolate nelle ultime ore. Da lunedì, ad esempio, le lezioni per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado avranno un tetto fino al 75%, anche se inUmbria è prevista attività didattica a distanza fino al 23 gennaio.

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell’attività didattica (…) in modo che a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte dell'attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza.

C’è poi la conferma dell'apertura al pubblico dei musei “dal lunedì al venerdì” nelle zone gialle, con esclusione dei giorni festivi, e la chiusura degli impianti sciistici fino al 15 febbraio, che “possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni, nonché per lo svolgimento delle prove di abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci. A partire dal 15 febbraio 2021, gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

IL DOCUMENTO DPCM 14 GENNAIO 2021-2

Gli spostamenti rimangono vietati fino al 15 febbraio “in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

Le attività dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) “sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

Da verificare poi gli esiti del monitoraggio del ministero della salute e dell’Istituto superiore di sanità in base al quale verranno stabilite le fasce di appartenenza di ogni regione.  

L’incremento dell’indice di trasmissibilità Rt che viene dato “in aumento da cinque settimane” porta 11 regioni “a una classificazione di rischio alto, 10 a rischio moderato (di cui quattro ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso”.

Due Regioni (Bolzano e Lombardia) “hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto”.  Il documento si riferisce al periodo 4-10 gennaio, con dati aggiornati al 13.

I dati dovrebbero quindi portare l’Umbria in fascia arancione. Ma la decisione definitiva è attesa per le prossime ore.

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