Coronavirus, scoppia la “guerra” della spesa tra Giove, Amelia ed Attigliano

Due giorni di chiusura per il supermercato giovese, il Municipio apre alla possibilità di andare nei comuni limitrofi per l’acquisto dei beni alimentari. Ma arriva lo stop: “I cittadini di Attigliano e di Amelia in questo momento non gradiscono la presenza di giovesi nel loro territorio”

Uniti si vince. Però. Uno degli slogan più usati in queste lunghissime settimane di emergenza da Coronavirus, si è drammaticamente infranto contro lo spettro della paura dell’altro.

Succede a Giove, cittadina dell’Amerino, dove il supermercato ha dovuto chiudere i battenti per un intervento di sanificazione. L’operazione si sarebbe dovuta concludere nella giornata di ieri, lunedì 30 marzo, con conseguente riapertura nella giornata di oggi. È stato però riscontrato un caso di positività al Covid19 e dunque le operazioni si sono allungate, con conseguente slittamento della riapertura al primo aprile.

Nella giornata di ieri, sulla pagina facebook istituzionale, compare dunque un avviso da parte della amministrazione comunale che aveva fornito ai cittadini la possibilità di spostarsi dal comune di residenza – in deroga, ma non troppo, ai divieti governativi anti-contagio – per recarsi in tre strutture commerciali nei municipi limitrofi di Attigliano e Amelia.

Un paio d’ore fa, arriva la doccia gelata. “Si porta a conoscenza di quanti necessitano di approvvigionamenti di alimentari e beni di prima necessità – è il nuovo post del Comune di Giove - che mi è stato autorevolmente comunicato poco fa che i cittadini di Attigliano e di Amelia in questo momento non gradiscono la presenza di giovesi nel loro territorio. Le amministrazioni dei due comuni hanno proposto di effettuare gli acquisti via telefono nei negozi indicati nella precedente comunicazione (Todis ed Emimarket di Attigliano e Coop di Amelia), dando disponibilità di portare la spesa a Giove attraverso le loro organizzazioni di protezione civile”.

Sembra insomma che la possibilità offerta abbia sollevato più di una perplessità. E che della cosa sia stata informata anche la prefettura di Terni (“…si dà il caso che uno degli autorevoli inviti venga proprio da lì…”, scrive il Comune in una delle risposte al post) fino a bloccare gli spostamenti dei cittadini.

“Ringraziamo le due amministrazioni per l'offerta di collaborazione che vedremo di utilizzare qualora non fossimo in grado di far fronte direttamente alle esigenze”.

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