Così l’ospedale di Terni è stato trasformato in una “trincea” contro il Coronavirus

Più posti letto, box pre-triage per l’accesso dei pazienti, stanze protette e laboratori per le analisi: ecco come in pochi giorni hanno lavorato gli ingegneri della sanità al Santa Maria

Tutto in pochi giorni. Così l’ospedale di Terni è stato trasformato in una “trincea” contro il Coronavirus, con nuovi spazi, più posti letti – anche in terapia intensiva – stanze protette e laboratori di analisi. Tutto grazie al lavoro delle squadre degli ingegneri della sanità, che hanno “trasformato” il Santa Maria.

low-2020-04-04-altri-lavori-semiala-covid-pianov1-2Uno sforzo congiunto che vede impegnati, oltre ai sanitari ogni giorno in prima trincea, squadre di tecnici e ingegneri della sanità che da giorni lavorano incessantemente per adeguare in tempi record la struttura ai nuovi bisogni di cura e sicurezza di utenti e operatori. Dall’inizio dell’emergenza, il personale della struttura complessa tecnico-patrimoniale, d’intesa con la direzione aziendale, è infatti impegnato a garantire spazi e percorsi dedicati, protezioni per operatori sanitari e utenti e un numero congruo di posti letto riservati alle malattie infettive, alla pneumologia e soprattutto alla terapia intensiva, con possibilità di incremento, a seconda delle necessità.

In particolare, è stato posizionato e allestito il nuovo container della protezione civile per il triage e la prima diagnosi di casi sospetti o positivi al Covid9 in ingresso, sono stati realizzati un parcheggio destinato all’ambulanza Covid, un container per servizi igienici e nuovi percorsi all’interno del pronto soccorso, dove è stato “isolato” anche il posto di polizia, mentre il box precedentemente dedicato all’ebola è stato riservato ai casi di isolamento.

low-20200304_covid-PS-montaggio-triage-esterno1-2Ma il lavoro più impegnativo è stato sicuramente quello di ricavare e allestire nuovi posti di terapia intensiva, implementare le degenze nel reparto di malattie infettive, recuperando contestualmente nuove postazioni per garantire le terapie in oncoematologia, e convertire le degenze di area medica in un’area di isolamento respiratorio per i casi sospetti e positivi al Covid19 non intubati, ricavando nelle prime due semiale spazi “puliti” per la vestizione e svestizione del personale dedicato.

Inoltre, in pochi giorni tra fine febbraio e inizio marzo erano sorte nuove pareti in cartongesso di separazione in tutti i reparti interessati alla gestione del Coronavirus, protezioni in lexan fra operatori e utenti negli sportelli aperti al pubblico, un box di pre-triage per l’accesso protetto dei pazienti oncologici, un’ala dedicata alle gestanti positive al Covid19 separata dall’ostericia rooming-in e una degenza riservata ai malati Covid nel reparto di dialisi.

E all’interno del laboratorio di biologia molecolare è stata realizzata una nuova stanza con aspirazione forzata per consentire l’analisi in sicurezza dei tamponi.

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Ora sono iniziati i lavori per separare zona pulito e sporco sulle ultime due semiale del quinto piano e domani, lunedì 6 aprile, si inizierà a realizzare un’area di isolamento per pazienti Covid in neurologia, al piano quarto.

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