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foto Giacomo Sirchia

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Coronavirus: “Cento giorni di preoccupazioni, lacrime, pensieri e speranze. Papà è stato più forte e ha vinto”

Il sindaco di Amelia Laura Pernazza pubblica la lettera inviata dalla famiglia Angelucci: “Per ringraziare tutti i sanitari che operano in prima linea con grande dedizione ed umanità”

“Oggi è motivo di festa per la nostra comunità”. Il sindaco di Amelia Laura Pernazza ha ricevuto una lettera, dalla famiglia Angelucci, piuttosto toccante. Un ‘viaggio' iniziato il 21 novembre e terminato con le auspicate dimissioni, dall’ospedale Santa Maria di Terni, del signor Alvaro. “Lo faccio ricordando tutti coloro che stanno combattendo contro il Covid che sia di supporto a tutte le loro famiglie e motivo di speranza per tutti. Per ringraziare tutti i sanitari che operano in prima linea, con grande dedizione ed umanità. Il nostro pensiero va anche naturalmente a chi purtroppo non ce l’ha fatta”.

La lettera pubblicata

“Eccoci qua, al termine di un 'viaggio' iniziato il 21 novembre 2020, quando mio padre Alvaro Angelucci, è stato ricoverato per Covid presso l’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. Scrivo, spinta da un sincero e profondo sentimento di stima, poiché è veramente difficile ‘mettere su carta’ e spiegare le emozioni, gli stati d’animo, i sentimenti che ci hanno accompagnato in questi lunghissimi 100 giorni. Finalmente, siamo qui a condividere un’immensa gioia: le dimissioni di mio padre. In un momento storico – scrive Natalia - in cui troppo spesso si sente parlare di malasanità in Italia, io e la mia famiglia, non abbiamo potuto fare altro che constatare l’elevato livello di competenze professionali e non solo. Un vero e proprio ‘esempio di umanità’ della struttura sanitaria pubblica”.

“Mi riferisco - in particolare - ai reparti di Malattie infettive, di Terapia intensiva e U.G.C.A. dove mio padre ha compiuto il suo percorso, ricevendo tutte le cure, le attenzioni e l’amore da tutto il personale, indistintamente - primari, medici, capo sala, infermieri, fisioterapisti, psicologi. Non vorrei dimenticare nessuno - encomiabile ed ineccepibile sotto ogni aspetto. Restituire la vita ad una persona e a tutti i suoi cari, è la missione più difficile che si possa compiere, ma i nostri medici ci sono riusciti ancora una volta e questa è la testimonianza che il lavoro di squadra, l’impegno, la professionalità, l’umanità in una struttura sanitaria pubblica adeguata può sempre vincere. Anche contro il nemico più subdolo”

“La situazione, in cui viviamo, non ci ha permesso di conoscerli personalmente, stringergli la mano e ringraziarli ad uno ad uno. Loro – aggiunge - che sono entrati a far parte della nostra vita, con le loro voci, attraverso le telefonate quotidiane per informarci sulle condizioni di mio padre. Loro che lo hanno aiutato a fare delle videochiamate o videomessaggi, l’unico modo per vederci in questi lunghi e interminabili mesi. Loro che lo hanno supportato nei momenti di sconforto, che lo hanno coccolato e fatto sorridere, permettendogli di arrivare alla fine del suo viaggio con grande serenità e consapevolezza. Ecco a loro tutti noi saremmo sempre grati. Grazie di cuore, con l’augurio che possano proseguire con altrettanto successo e soddisfazione il loro lavoro”.

La famiglia Angelucci poi si rivolge a Laura Pernazza: “Che ci è stata sempre vicina, e che nel limite delle sue competenze amministrative, è sempre in prima linea nella lotta contro il Covid, sensibilizzando la cittadinanza a rispettare le norme vigenti in materia e grazie ai concittadini che s’impegnano ogni giorno per farlo, perchè vi possiamo assicurare che questo nemico è subdolo e difficile da sconfiggere. Per la nostra famiglia, sono stati 100 giorni di pensieri, lacrime, preoccupazioni e speranza. Una situazione surreale - concludono - in cui sei completamente impotente e non puoi far altro che aspettare e pregare. Papà è stato più forte e ha vinto. Non abbassiamo la guardia”.

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