rotate-mobile
Cronaca

Coronavirus, i numeri che non tornano: in un giorno “cancellati” oltre 260 positivi

Accordo tra la task force regionale per la gestione dell’emergenza sanitaria e il centro operativo comunale di Todi per la revisione delle liste Covid in tutta l’Umbria. Errori anche nelle cifre dei decessi

Il ‘metodo Todi’, diventato un benchmark, con il quale si è riusciti a contenere in maniera consistente i contagi Covid nel comune (qui la recente intervista al vicesindaco, generale Adriano Ruspolini, realizzata dall’agenzia di stampa Mediacom) in Umbria fa scuola e si allarga. Il metodo si basa sulla costituzione di un centro di contact tracing all’interno del centro operativo comunale (Coc) aperto 7 giorni su 7 con orario continuato, in supporto alla Asl. Un contact tracing realizzato grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale e un’associazione di volontariato, con il quale si è molto potenziato il tracciamento, asciugando costantemente la platea dei potenziali contagiati e frenando non poco la diffusione del virus.

Le novità sono due. Il commissario regionale per l’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, ha stipulato un’intesa con il Coc di Todi per la revisione delle liste Covid in tutta l’Umbria, in modo da avere un quadro più esatto della situazione. In un giorno e mezzo di lavoro dagli ‘attualmente positivi’ sono stati eliminate 268 persone (tra guariti e, purtroppo, morti) che facevano risultare il numero degli attualmente positivi superiore a quello reale. Per parlare di numeri, gli attualmente positivi in Umbria al 18 febbraio (ieri) non sarebbero stati quindi 8.418, ma 8.150, oltre il 3% in meno.

“Ma il dato – commenta Giuseppe Castellini, direttore di Mediacom043 - è destinato ad allargarsi man mano che la revisione andrà avanti, in quanto è solo agli inizi e si conta, una volta che ci si è rimessi in pari, di poterla poi monitorare costantemente con più puntualità.

In base ad informazioni raccolte da Mediacom043 - ma non ufficialmente confermate - rilevano che il 18 febbraio, quando era stato diffuso il dato di 18 deceduti, i morti fossero in realtà 4, con 11 che erano deceduti nei giorni precedenti e che non erano stati ancora registrati come tali.

La presidente della Regione, Donatella Tesei, ha annunciato che verranno potenziati i Coc (Centri operativi comunali) nei comuni sotto i 5mila abitanti, evidentemente nell’ottica di fornire, sull’esempio di Todi, un contributo ai tracciamenti anti-Covid. Da quanto si apprende, l’Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia) Umbria si sta organizzando per dare concretezza a questo obiettivo.

“Da parte di Mediacom043 – afferma Castellini - si insiste, visti i buoni risultati, che il ‘metodo Todi’ venga allargato a tutta l’Umbria, o almeno ai comuni sopra una certa soglia di attualmente positivi ogni mille abitanti. E si chiede alla Regione di portare l’argomento sul tavolo della Conferenza delle Regioni, perché tale esperimento possa essere diffuso a livello nazionale, contando sulla potente realtà di associazioni di volontariato che può vantare il Paese”.

“Ci sembra evidente – continua Castellini – che le strutture sanitarie, compresi i distretti sanitari, siano in difficoltà, vista la situazione dei contagi, a fare fronte a un’incisiva attività di tracciamento, che è stata la scelta chiave con cui ad esempio Giappone e Corea del Sud hanno dimostrato una grandissima efficacia nella lotta alla pandemia, contando molti meno morti – in rapporto alla popolazione - rispetto ai Paesi occidentali. Rafforzare di molto questa attività di tracciamento con i Coc comunali in collaborazione con le associazioni di volontariato, come dimostra il caso Todi – conclude Castellini - può essere una strada praticabile e andrebbe seguita con determinazione e senza indugi”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus, i numeri che non tornano: in un giorno “cancellati” oltre 260 positivi

TerniToday è in caricamento