Riunione Governo-Regioni, marcia indietro sul coprifuoco per i locali: giro di vite su feste, obbligo mascherina

Verso le nuove regole anti-Covid, previsto per domani il nuovo Dpcm: maggiori controlli e multe severissime, chiusure più prolungate per attività commerciali che non rispettano le norme

Come prima, più di prima. Si lancia in via ufficiosa la proposta choc - in chiave anti-Covid - e poi si vede l’effetto che fa. Se va bene, si conferma. Se sale la protesta, si parla di bufale, di notizie fuorvianti. È successo di nuovo con il coprifuoco per bar e ristoranti: chiusura alle 23 ed ingressi ancora più contingentati. Tutto archiviato, in fretta, dal Governo dopo le rivolte per un analogo provvedimento a Parigi e la rabbia degli operatori italiani.

Comunque c’è da dire che i numeri per tali provvedimenti, come spiegato anche da molti governatori al Governo, non c’erano e soprattutto si rischiava di dare il colpo finale a molti settori dell’economia di casa nostra. Il quadro cambia per arginare la seconda ondata di contagi, tra l’altro ampiamente prevista e annunciata. Ieri sera video-conferenza Stato-Regioni per fare il punto. I rumors che arrivano dal Palazzo sono questi: nessuna limitazione di orario per bar e ristoranti, mentre sì all’obbligo di indossare la mascherina h24 in tutto il Paese. L’altra particolarità è quella di mettere un numero massimo per matrimoni, compleanni e altri eventi privati (feste). Previsti maggiori controlli e multe severissime, chiusure più prolungate per attività commerciali che non rispettano le norme. Sul versante degli eventi sportivi si va verso la conferma dei 200 posti per i luoghi al chiuso, mille per quelli all’aperto.

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Ma è tutto ancora in corso d’opera tanto è vero che il Dpcm del Governo dovrebbe entrare in vigore da giovedì e spiegato solo nella tarda sera di mercoledì. Oggi invece nuovo summit in Regione, con tutti i protagonisti istituzionali e sanitari, per prendere una decisione definitiva sui grandi eventi d’autunno previsti in Umbria. La futura ordinanza dovrà tenere conto delle analisi del Comitato tecnico scientifico che ha espresso il suo no. Ma allo stesso tempo la Presidenza non vuole chiudere o precludere l’organizzazione di qualsiasi evento. Si cerca di stilare un protocollo all’insegna della sicurezza e degli eventi sostenibili (senza assembramenti).

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