Emergenza Coronavirus, Orvieto “osservata speciale”: molti contagi, ci sono segnali da verificare

La task force regionale vara il piano dedicato ai pazienti “fragili” e fa il punto sull’epidemia da Covid19. L’ospedale di Amelia individuato per ospitare una strutture a “bassa intensità”. Si lavora per i test sugli asintomatici

A che punto è l’emergenza? La task force regionale che da settimane ormai fronteggia il Covid19 mette in campo un altro strumento per portare a casa punti importanti nella battaglia contro il Coronavirus. Ma il piano per la gestione dei cosiddetti “pazienti fragili” non è l’unica novità di giornata nella guerra la virus.

Il punto della situazione è stato fatto nella sala Rosa di Palazzo Donini alla presenza dell’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, del direttore regionale Claudio Dario, della dottoressa Paola Casucci e di Pierpaolo Faronato.  

“Abbiamo deciso di dedicare una gestione particolare ai pazienti fragili sia nelle case di riposo che la cura a domicilio. Le case di riposo sono un ambito particolarmente delicato – ha spiegato Coletto - I decessi nella maggior parte dei casi sono legati a pazienti anziani con patologie pregresse. Particolare attenzione in queste strutture verrà dedicata a infermieri e operatori. Intanto, da più di una settimana c’è divieto assoluto di visite, contatti con videoconferenze o telefonate”.

Il piano della Regione non si limita però a porre sotto una lente più stretta le strutture residenziali – quelle destinate ad anziani, ma anche a disabili, malati psichici o minori – ma ad intercettare le “fragilità” sul territorio. E quindi si parla di “anziani soli, minori rimasti soli per l’improvviso ricovero dei famigliari, persone ai margini della società”, che vivono una situazione di difficoltà indotta dal Covid19.

“Corriamo il rischio della solitudine, ma non solo”, dice il direttore Dario. Perciò spetterà ai Comuni e alle aziende sanitarie di attivare un monitoraggio più serrato sul territorio così da far scattare poi il meccanismo che la Regione ha messo a punto.

E che prevede di individuare su tutta la regione delle strutture Covid a bassa intensità. “Quali sono le caratteristiche?”, dice Faronato. “Devono essere ampiamente distribuite sul territorio e non richiedere interventi strutturali, ma essere in grado di accogliere persone con difficoltà”. Nell’elenco in fase di definizione ci sono per ora l’ospedale di Amelia e la rsa di oltre a “qualche altra casa di cura accreditata. Ma molto dipende dall’evoluzione della situazione, stiamo parlando di strutture a bassa intensità e di piccole dimensioni”.

Al momento si tengono dunque d’occhio le 190 strutture residenziali umbre che ospitano un numero complessivo di 3.644 posti letto. “In Umbria la situazione è molto delicata – aggiunge Dario – C’è il caso della residenza di Castel Giorgio con 44 ospiti (12 positivi) e 13 positivi tra il personale e quello di una residenza per suore anziane con 40 ospiti: 13 positive. Poi ci sono altre situazioni, ma sono sporadiche”.

Sotto la lente di osservazione c’è anche la città di Orvieto. Al momento la città della Rupe non viene definita zona rossa come la frazione di Pozzo di Gualdo Cattaneo. I fenomeni di contagio destano una certa attenzione. Dopo Perugia, Terni e Città di Castello, è la quarta realtà dell’Umbria per numero di positivi. “Orvieto – precisa Dario – è sotto attenzione perché appare meritevole: ci sono dei segnali da verificare dal punto di vista epidemiologico”.

Alla gestione dell’emergenza si accompagnerà nelle prossime settimane una attività che potrebbe essere definita di prevenzione. Il primo passo è già stato anticipato e si comincia a compiere in questi giorni con l’arrivo dei test immunologici. Entro metà aprile ci sarà anche la disponibilità dei tamponi molecolari. Le prove interesseranno una fetta ampia di popolazione, soprattutto quella più esposta. Ed è in previsione la possibilità di non verificare le condizioni cliniche solo di chi – per lavoro o contatti famigliari – è stato vicino ad un contagiato. La task-force regionale pensa infatti ad uno “screening sugli asintomatici” con controlli “a tappeto su operatori sanitari e ospiti delle rsa”.

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