Coronavirus, Tesei: la pressione sugli ospedali è enorme, ecco il piano di salvaguardia per l’Umbria

La governatrice della Regione: la pandemia prosegue velocissima, tutto il Paese sta scivolando verso l’arancione e verso il rosso. Picco di ricoveri a inizio di dicembre, pronti 150 posti letto in più e 40 terapie intensive

“La pandemia prosegue velocissima in tutta Italia. Tutto il Paese sta scivolando dal giallo verso l’arancione e il rosso. Noi saremo in arancione da domani, insieme ad altre 7 Regioni, mentre altre 5 o 6 diverranno rosse. Le misure di contenimento attuate, e l’Umbria è stata una delle più severe, non riescono a rallentare la pressione sugli ospedali che è enorme”.

Sono alcuni passaggi dell’intervento della governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, oggi in consiglio regionale durante il quale sono state fornite informazioni all’aula di Palazzo Cesaroni sul contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 in Umbria.

La presidente Tesei ha aperto la relazione rilevando che “l’unico nemico comune ora è il virus. I casi positivi ora sono 10.198: negli ultimi giorni ci sono stati 7.500 casi in più e quasi 300 nuovi ricoveri (per un totale di 424). Ci sono 64 pazienti in terapia intensiva (+50 in 20 giorni); si registrano 5.055 guariti, con un forte aumento negli ultimi 10 giorni (+56%). Il tasso di letalità è dell’1,29%”.

“Erano previsti 127 posti di terapia intensiva e 62 di semi-intensiva come obiettivo per l’Umbria. La nostra sanità ha dato il via a questo programma, ora siamo allo step 4 del piano di potenziamento. I posti letto saranno ampliati del 20 per cento (576 totali) oltre a 40 di area grigia. Questi obiettivi sono stati conseguiti in modo modulare all’interno della rete ospedaliera”. Ma “l’ondata è stata più veloce di qualsiasi procedura che Governo e Regioni potessero mettere in campo. Tutto questo limita le altre attività sanitarie. Questo può avvenire solo per un periodo di tempo limitato, in attesa che le misure di raffreddamento dei contagi facciano effetto”.

“Erano state chieste misure forti ma unitarie su tutto il territorio nazionale – ha spiegato Tesei - visto che la tendenza esponenziale riguarda tutti i territori. Oggi sono i medici e gli scienziati che chiedono misure di contenimento nazionali. Il nostro piano di contenimento potrebbe non essere sufficiente ad affrontare il picco di ricoveri, previsto per i primi giorni di dicembre. Stiamo lavorando ad un ‘piano emergenziale di salvaguardia’ per affrontare quella situazione di ulteriore emergenza”.

Il piano prevede la disponibilità di “ulteriori 150 posti per le degenze ordinarie e di 40 terapie intensive” oltre a “garantire uno spazio di salvaguardia nelle terapie intensive in caso di picchi giornalieri. Il primo tassello di questo piano è l’ospedale militare, che garantirà ulteriori 34 posti Covid e 3 di terapia semi intensiva. Dovrebbe essere operativo da domani (11 novembre, ndr). L’ospedale da campo della Regione Umbria sarebbe potuto già essere realizzato, ma la ditta che si è aggiudicata il bando proponendo la realizzazione dell’opera in dieci giorni ha dichiarato di non essere in grado di farlo. L’affidamento è stato revocato, il secondo concorrente garantirà la realizzazione dell’ospedale da campo in 25 giorni. La struttura garantirà 12 terapie intensive e 10 posti di degenza Covid”.

La governatrice ha affrontato anche il tema del personale su cui “Regione e Università stanno facendo il massimo per eseguire i tracciamenti necessari. La scarsità di personale è uno dei maggiori problemi che stiamo affrontando: 400 operatori sanitari sono in quarantena o contagiati. Questo sta allungando i tempi dell’attuale piano di contenimento. Ad oggi ci sono 111 terapie intensive (su 127) con altre attivabili se necessario. Le terapie sub-intensive attivate sono 59 su 62, ma abbiamo previsto una integrazione per arrivare a 74 posti. I posti letto Covid attivati sono 477 (su 576) con gli ultimi 100 posti attivabili entro fine settimana mentre sono operativi i 40 posti grigi”.

L’ultimo passaggio dell’intervento: “Sono amareggiata di aver subito altre due settimane di insulti e attacchi mentre mi si chiedeva una collaborazione istituzionale. Addirittura un componente di quest’Aula mi ha accusato di aver abbandonato la nave mentre io dedico 18 ore al giorno al mio lavoro. Nonostante l’amarezza resto disponibile al dialogo e al confronto. Chiedo a tutti un salto di qualità nelle nostre interlocuzioni: gli umbri voglio risposte che noi stiamo cercando di dare. Per trovare soluzioni servono tempi e procedure, soprattutto rispetto a problemi che esistono da molto tempo. Dobbiamo fare appello a tutti i cittadini: rispettiamo i comportamenti anti Covid, tuteliamo gli anziani, chiediamo ai giovani di avere un forte senso di responsabilità. Il passaggio alla zona arancione comporterà dei cambiamenti. Avremo un’attenzione particolare per le aziende che dovranno affrontare le chiusure”.

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