Coronavirus, la previsione dell’esperto: picco di contagi il 26 marzo, da fine aprile non avremo nuovi casi positivi

Il dottor Marco Muti dell’ospedale di Terni ha elaborato un modello per capire la diffusione del Covid19: “Le epidemie si comportano tutte allo stesso modo, è fondamentale rispettare le regole”

La buona notizia: “Intorno al 26 o 27 aprile dovremmo poter avere zero nuovi contagi”. Ma per raggiungere questo obiettivo è necessario che “tutti rispettino le regole”.

Il dottor Marco Muti è un fisico medico dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. “Mi occupo di elaborazione dati a carattere biomedico, ho una collaborazione con la neuroradiologia, studiamo il funzionamento del cervello”. Da qualche giorno cura una rubrica quotidiana sulla pagina facebook di Terni Valley e dallo scorso 7 marzo (il “giorno zero”) ha cominciato a seguire l’evoluzione del Coronavirus.

Le epidemie si evolvono tutte allo stesso modo – dice contattato al telefono da Terni Today – seguendo delle previsioni teoriche. La variabile più importante è legata al numero di contagi che una persona infetta può fare prima di essere messa in quarantena”. Il dottor Muti, sulla base dei dati diffusi dal ministero della salute e relativi ai nuovi contagi da Covd19, ha dunque elaborato una “curva teorica” che riproduce la “dinamica dei nuovi casi”.

La crescita della curva ha delle incognite che cambiano da zona a zona e da giorno a giorno. E soprattutto, variano in base ai comportamenti delle persone, alle restrizioni a cui queste sono sottoposte ed a quanto le regole vengano rispettate.

In base ai decreti che però hanno accompagnato l’evoluzione del Coronavirus, il dottor Muti sostiene che il “picco massimo” di nuovi contagi si dovrebbe raggiungere nell’arco di venti giorni a partire dal 7 marzo. “Il 26 marzo dovrebbe essere il giorno con il maggior numero di nuovi positivi”.

Siccome poi la “dinamica di crescita e decrescita” è piuttosto simile, a partire dal 26 marzo la curva dovrebbe cominciare a scendere. “Per abbattere i contagi dovrebbero però essere necessarie non tre ma quattro settimane”. Quindi, in teoria, dal 26 o 27 aprile si potrebbe arrivare a “zero nuovi contagi”. Da quel momento, il bollettino che quotidianamente parla di oltre duemila nuovi positivi al giorno – a livello nazionale – dovrebbe restituire numeri molto più bassi e prossimi allo zero.

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Obiettivo questo che è però possibile solo e soltanto se si rispettano le regole. “Non si può stravolgere la società con restrizioni come è stato fatto per la Cina. Dobbiamo tenere conto delle condizioni socio-politiche di ogni ambito. Una piccola valvola di sfogo credo vada lasciata ai cittadini. Ma se restiamo a casa, limitando le uscite alle vere necessità, arrivare a zero contagi sarà possibile”.

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