Altro che “osservata speciale”, l’Umbria esce dal tunnel del Covid: ecco la data della fine dell’epidemia

Le proiezioni dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane: contagi azzerati dal 21 maggio. “Ma bisognerà valutare l’evoluzione alla luce delle nuove disposizioni”

Che strano Paese è l’Italia. Nelle stesse ore in cui l’Istituto superiore di sanità rilasciava un dossier “controverso” – approvato dal ministero della salute - sulla situazione tra regioni e Coronavirus, facendo saltare sulla sedia l’Umbria, indicata come “osservata speciale”, l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni – diretto da Walter Ricciardi, consulente del ministro della salute, Roberto Speranza – metteva assieme un altro dossier che, di fatto, diceva l’esatto contrario. Ossia, che l’Umbria sta uscendo dal tunnel della pandemia.

Misteri dei comitati scientifici che però sembrano dipanarsi di fronte alle evidenze che vengono confermate dai bollettini quotidiani della protezione civile sulla situazione del Covid nel cuore verde d’Italia e dalle proiezioni dell’Osservatorio: “A uscire per prime dal contagio da Covid-19 (cioè zero nuovi casi) dovrebbero essere le due Province Autonome di Bolzano e Trento, seguite dalla Calabria, Umbria, Sardegna e Basilicata, le quali vedrebbero azzerare i nuovi contagi a partire dal 21 maggio". Per l'Umbria, la data ipotizzata è quella del 23 maggio, mentre "nel Lazio, Emilia-Romagna, Marche, Liguria e Piemonte l’azzeramento dei contagi dovrebbe avvenire dopo il 17 giugno”.

Rispetto al Molise, altro “osservato speciale” dell’Iss, l’Osservatorio dice che il territorio “ha sperimentato un andamento dei contagi molto particolare, tanto che la curva dei nuovi contagi è pressoché parallela all’asse orizzontale e questo rende impossibile avanzare ipotesi sull’azzeramento. La motivazione potrebbe risiedere nel fatto che negli ultimi dieci giorni sono stati riscontrati nuovi focolai che hanno invertito la dinamica discendente della curva. Comunque, si sottolinea che il numero dei contagi degli ultimi due giorni è molto basso”.

Infine, la Lombardia, il cui “quadro prospettico è molto diverso” e dove “l’azzeramento dei nuovi casi non avverrebbe prima della metà di agosto”.

Queste stime “sono fatte con un mantenimento della mobilità sociale a livelli estremamente contenuti” e dunque “sarà necessario rivederle alla luce dell’ultimo Dpcm che approva misure finalizzate all’attenuazione sostanziale di queste limitazioni”.

La fase due potrebbe dunque cambiare le carte in tavola. Ma speriamo di no.

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