Rischio di nuovi focolai Covid, l’Umbria: pronta l’ordinanza per monitorare chi arriva da fuori regione

Test per chi torna dai Paesi “caldi”, il provvedimento è già pronto ma Palazzo Donini aspetta il Governo. Coletto: regole uguali per tutta l’Italia. Le altre ipotesi: mascherine anche all’aperto e movida a numero chiuso

La curva dei contagi da Covid19 ha ripreso forza nelle ultime ore e il rischio di nuovi focolai ha fatto scattare l’allarme rosso in Umbria ma, soprattutto, a Roma. Il Governo ha infatti chiamato le Regioni per verificare la possibilità di emanare un’ordinanza che abbia valore su tutto il territorio nazionale e che individui alcune regole precise per evitare che il Paese finisca nel baratro di un nuovo lockdown.

La situazione è sotto monitoraggio e l’evoluzione dei prossimi giorni sarà determinante per capire se alcune regole avranno il “bollino” del Governo o se, al contrario, i territori dovranno continuare a gestire la cosa in ordine sparso. Tenendo soprattutto conto del fatto che tra un mese riprenderà la scuola e che dunque non è possibile permettersi una ricaduta con tutte le conseguenze – sanitarie, economiche e sociali – che questa comporterebbe.

Tra le ipotesi allo studio una stretta sui controlli nei confronti di chi arriva dall’estero e una serie di restrizioni che fermino i contagi, soprattutto tra la popolazione giovanile. E dunque accessi limitati in vie e piazze della movida, locali a numero chiuso, utilizzo della mascherina anche all’aria aperta.

“Nell’ attesa di una direttiva nazionale, che si spera arrivi a breve, la Regione Umbria ha già predisposto una propria ordinanza finalizzata a monitorare gli arrivi in Umbria di soggetti provenienti dalle nazioni più interessate dal Covid19 e che comunque, pur non limitando gli ingressi, li renda tracciabili, così da circoscrivere eventuali cluster con interventi rapidi e mirati”.

La notizia arriva dall’assessore regionale alla salute, Luca Coletto, con la precisazione che i tempi per l’emanazione dell’ordinanza regionale sono slittati visto che il ministro della salute, Roberto Speranza, in sede di Conferenza Stato-Regioni, ha proposto l’emanazione di un’ordinanza nazionale, condivisa a stretto giro dalle Regioni stesse. “Per privilegiare una questione di omogeneità sul territorio nazionale, la Regione Umbria ha deciso di condividere la proposta del Governo con l’auspicio che si concretizzi in tempi rapidi”.

“A livello regionale, vista la crescita del numero delle persone positive al Covid – ha spiegato l’assessore – riteniamo che sia necessario rafforzare l’attenzione sugli arrivi dai Paesi che in questo momento sono a rischio, imponendo delle regole ferme. I nuovi casi di positività riscontrati infatti, hanno avuto origine fuori dall’Italia, quindi diventa indispensabile mettere in campo interventi mirati per isolare tempestivamente i soggetti positivi che arrivano in Umbria”.

Dopo aver spiegato che “i nuovi casi positivi al Covid sono legati a cluster già individuati e che quindi questi soggetti erano in isolamento e sotto monitoraggio dei servizi sanitari”, l’assessore ha riferito che “ora vogliamo fare un passo in avanti e per prevenire la formazione di nuovi cluster o focolai. La Regione Umbria, in attesa di un provvedimento nazionale ha già messo a punto un programma dettagliato per controllare in modo capillare gli arrivi da alcuni Paesi europei, da attuare a vari livelli con il coinvolgimento di più professionalità e che ci permetterà attraverso test e tamponi di arrivare a conoscere, dal momento dell’arrivo in regione, la situazione clinica rispetto alla positività al Covid dei nuovi ingressi”.

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“Tutto questo lavoro però - conclude Coletto - non può prescindere dalla collaborazione dei cittadini, ai quali continuiamo a chiedere di informare i servizi sanitari qualora ospitassero soggetti arrivati da fuori regione. Le informazioni saranno utilizzate solo per il monitoraggio a scopo sanitario e per garantire anche la incolumità delle famiglie ospitanti, in particolare se al loro interno ci sono soggetti fragili o anziani. Inoltre, si raccomanda di osservare la regola del distanziamento e di utilizzare sempre la mascherina nei luoghi chiusi e anche all’aperto se non si può garantire la distanza”.

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