Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Coronavirus, sale la rabbia di bar e ristoranti: ecco a Terni la protesta della serrata all'incontrario

Adesione alla protesta dei locali: luci accese e serrande aperte per chiedere di essere aiutati: "Dateci la possiblità di continuare a lavorare e a vivere!" - INTERVISTE E FOTOGALLERY

"Dateci la possibilità di lavorare, così non possiamo sopravvivere". Coro univoco anche a Terni di bar e ristotanti che hanno aderito alla manifestazione di protesta simbolica contro il nuovo decreto che fa restare chiuso il settore fno al prmo giugno con un futuro pieno di ncognite. Tasse e balzelli e poi le nuove direttve di sicurezza che occorrerà applicare ma che di fatto penalizzano l settore: Se devo mettere solo pochi tavoli per l distanziaento sociale  - dice Marco titolare dell'osteria dell'Olmo - io non riapro nemmeno dal momento che ho spazio all'esterno solo per già pochissmi tavoli, con così pochi coperti non ci rientro, chi me lo fa fare di riaprire? Qui occorre essere uniti e lo dico anche ai miei colleghi". Rendez Vous è un altro locale che aderisce alla protesta: "Vorremmo che almeno venissero abbassate le tasse, ad esempio la tass di occupazione del suolo pubblico - dice la titolare Romina Mazzanti - così ci tagliano le gambe, ancora non si è visto un solo euro né c'è chiarezza sui criteri, ci adegueremo ovviamente alle regoledi sicurezza, ma chiediamo garanzie e tutela". Angela titolare del bar Ambassador si unisce al coro così come Ristò da Ale, Pazzaglia e l'osteria Carpe Diem. In città, in centro, hanno aderito una quindicina di locali.

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