Coronavirus: “Tornati dalla Sardegna con una nave proveniente da Barcellona. La differenza tra Terni e Foligno per i tamponi: perché?”

La testimonianza di Sandra Conti: “La mia non è una polemica anzi. Ringrazio il dipartimento di igiene pubblico che ha consentito di fare il tampone a mia figlia la quale vive a Milano”

foto Giacomo Sirchia

Una vicenda alquanto particolare che ha interessato una famiglia di sette persone, di rientro dalle vacanze. La racconta alla nostra redazione Sandra Conti, una delle componenti del nucleo: “Siamo tornati ieri sera dalla Sardegna con la nave Grimaldi che fa il primo passaggio a Barcellona. Al suo interno c’erano passeggeri provenienti dalla Spagna. Non avevamo sintomi, ci è stata misurata la temperatura e quando abbiamo prenotato il posto sull’imbarcazione, nelle scorse settimane, ancora non si erano verificate tutte le ultime criticità”.

Test e differenze

“Stamattina ci siamo preoccupati per poter effettuare il tampone e recati in viale Trento. Contestualmente una delle mie figlie, insieme al compagno, è tornata a Foligno dove abita. A mezzogiorno circa la Croce Bianca ha dato l’assenso per la somministrazione. A Terni invece ci è stato detto che occorreva fare richiesta al medico. Siamo andati alla guardia medica – sono stati molto gentili – per poi ricevere la medesima risposta. Così abbiamo proseguito verso il DIP di via Bramante. I responsabili presenti si stavano occupando di disporre le quarantane; davvero cordiali. Dopo aver spiegato la nostra situazione - un’altra mia figlia è residente a Milano – gli è stato dato il via libera poiché, per avere la richiesta, doveva recarsi nel capoluogo lombardo dal suo medico. A tal proposito un ringraziamento speciale alla dottoressa Proietti che ha capito il contesto e si è interfacciata con il direttore sanitario”.

Per i restanti componenti? “Lunedì ottempereremo alla procedura necessaria. Ci siamo rivolti anche a delle strutture private. Si possono fare i sierologici ma non i tamponi. Non voglio fare assolutamente polemica – osserva la signora – tuttavia non capisco perché c’è questa differenza quando ci dovrebbe essere un provvedimento univoco, soprattutto in questo contesto assai particolare. Si dovrebbero apprezzare questi gesti da parte dei cittadini ed il proprio senso di responsabilità. La dottoressa è stata gentilissima e si è presa a cuore la vicenda soprattutto per mia figlia che deve tornare a Milano”. Ricordiamo che l’obbligatorietà è prevista per i rientri da Spagna, Malta, Croazia e Grecia. In questo frangente la particolarità risiede proprio nell’aver utilizzato un mezzo di trasporto con persone all’interno arrivate dalla penisola iberica.

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