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Coronavirus e zone rosse, si decide: quattro comuni nel Ternano rischiano il lockdown

Sono ventinove i municipi in Umbria messi sotto osservazione a causa dell’elevato tasso di positività. Oggi il confronto con la Regione, Anci: sindaci pronti ad assumere le decisioni necessarie per la salute dei cittadini

Calvi dell’Umbria, Amelia, Lugnano in Teverina e Attigliano.  Sono i quattro comuni del Ternano che rischiano il lockdown. E sono inseriti in una lista di ventinove municipi messi sotto osservazione in Umbria a causa dell’elevato tasso di positività al Coronavirus. Assieme a questi, ci sono dunque Gubbio, Magione, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno, Piegaro, Città della Pieve, Panicale, Castiglione del Lago, Fratta Todina, Deruta, Collazzone, Marsciano, San Venanzo, Torgiano, Perugia, Corciano, Bevagna, Montefalco, Valtopina, Foligno, Spello, Sellano, Nocera Umbra, Gualdo Cattaneo e Trevi.

Nella giornata di ieri c’è stato un primo confronto tra Regione Umbria, Anci e sindaci su sollecitazione della presidente, Donatella Tesei per “una serie di iniziative territoriali temporanee, in aggiunta alle limitazioni regionali e nell’ottica del perseguimento del principio di massima precauzione, allo scopo di ridurre le occasioni di contagio”.

Secondo quanto comunicato dalla Sanità regionale, infatti, mentre da un lato la pressione dovuta al Covid nelle strutture ospedaliere è attualmente sotto controllo, dall’altro lato si registra una situazione di diffusione del virus particolarmente difforme nelle due provincie e puntiforme all’interno delle stesse.

I sindaci, spiega Anci in una nota, “si sono detti pronti ad assumere le decisioni necessarie a tutelare la salute dei cittadini e il contenimento dell’epidemia e a emanare ordinanze con i primi provvedimenti”.

In queste ore sono in corso confronti interni alle amministrazioni coinvolte e nelle prossime ore si dovrebbe tenere un nuovo summit con Regione e Anci per capire entro quali limiti sarà possibile applicare “misure territoriali temporanee” al fine di cercare di contrastare la diffusione del contagio. Tra le possibili iniziative, anche la chiusura delle scuole già a partire da lunedì 1 febbraio e per un tempo indicato fra 10 e 15 giorni, oltre ad un incremento delle attività di controllo sul rispetto delle norme anti contagio: distanziamento, assembramenti, uso delle mascherine anche all’aperto.

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