Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Coronavirus, l’Italia torna a colori dal 7 gennaio: ecco cosa succederà per l’Umbria

L’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità risale allo scorso 30 dicembre. A metà settimana prevista la riunione per la definizione degli scenari

foto Giacomo Sirchia

Giallo, arancione e rosso sono stati i colori utilizzati per definire le fasce di rischio, in questa fase di emergenza sanitaria. Entro il prossimo 7 gennaio sarà dunque necessario determinare i nuovi scenari poiché, come è noto, le misure indicate dal ‘Decreto Natale’ cesseranno di produrre i propri effetti, al termine del giorno dell’Epifania. Secondo quanto riporta l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità - risalente allo scorso 30 dicembre - sono state indicate alcune criticità. Nello specifico – come indicato dall’Ansa - Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica, di occupazione dei posti letto in area medica, nel periodo di 30 giorni. Infine per Lombardia e Veneto il medesimo discorso equivale per le terapie intensive.

La regione dell’Umbria non rientra in quelle menzionate e, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, tornerà in zona gialla. Tuttavia, a seguito delle richieste di alcuni governatori, potrebbero parzialmente cambiare i parametri per la determinazione delle fasce di rischio. Ad esempio il metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, il quale andrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere riponderati potrebbero essere la definizione dei 'casi' e le strategie di esecuzione dei test.  

Indice Rt

Uno dei parametri che può cambiare lo scenario, in previsione della ridefinizione delle varie colorazioni, è l’ormai ‘famoso’ indice Rt ovvero di contagiosità superiore a 1. Come si evince dall’ultimo rilevamento Veneto, Liguria, Calabria hanno un indice puntuale maggiore di uno. Per altre tre regioni ossia Basilicata, Lombardia e Puglia è pari o superiore. Infine Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche lo sfiorano. L’Umbria si attesta a 0,8 che equivarrebbe a mantenere la zona gialla, come accaduto precedentemente all’adozione del ‘Decreto Natale’. Tra il 4 e 5 gennaio è attesa la decisione definitiva.  

 

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