Coronavirus, via libera alla fase 2 per l'ospedale di Terni: ecco cosa avverrà

Il commissario straordinario Casciari e il 'collega' della Asl 2 Di Fino hanno stretto l'accordo: si parte lunedì. Più infermieri e collaborazione con l'ospedale di Narni per lavorare all'alta specialità al 'Santa Maria'

Andrea Casciari

Da lunedì scatta la ‘fase 2’ nelle due aziende sanitarie del Ternano: azienda ospedaliera Santa Maria e Asl 2 hanno raggiunto un accordo per gestire il passaggio dall’attuale situazione a quello che, di fatto, rappresenta il futuro prossimo del polo sanitario provinciale dove l’ospedale di Terni farà soprattutto ‘alta specializzazione’. Il commissario straordinario dell’Asl 2 Massimo De Fino ha firmato la delibera che accoglie le richieste della direzione ospedaliera di Terni e che prevede di mettere a disposizione del Santa Maria, temporaneamente, cinque unità di personale dipendente Asl di cui due infermieri di sala operatoria e tre strumentisti.

“Da lunedì potremo contare su cinque infermieri in più - dice il commissario straordinario del Santa Maria Andrea Casciari - ci consentiranno di aumentare le sedute operatorie rivolte alla cura di tutte le patologie oncologiche in un momento di emergenza in cui il nostro personale infermieristico è prevalentemente impegnato nelle terapie intensive per la gestione dei pazienti Covid. Per contro, come previsto dall’accordo, i chirurghi dell’ospedale di Terni effettueranno interventi chirurgici per patologie cosiddette minori o a bassa complessità presso il presidio ospedaliero di Narni”.

Obiettivo: l’ottimizzazione delle attività assistenziali e di cura e l’abbattimento delle liste di attesa.

“L’integrazione in termini di risorse umane, servizi e tecnologie tra azienda ospedaliera di Terni e Asl 2 - aggiunge Casciari - è stata e continua ad essere fondamentale in questa fase di emergenza e deve rappresentare il cardine del consolidamento di una rete integrata ospedale-territorio post-emergenza, che sarà alla base dell’efficientamento dei servizi sanitari e dell’appropriatezza clinica e organizzativa dei percorsi sanitari”. 

L’emergenza dunque si farà al Santa Maria per supportare lo svolgimento di attività chirurgiche oncologiche non procrastinabili e non effettuabili a Narni.

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