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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Covid, finisce lo stato di emergenza: dal green pass alla quarantena, tra poche ore cambia tutto

Dopo due anni e qualche giorno, si torna verso la “normalità”: ecco le nuove regole in vigore dal primo aprile

Era il 9 marzo del 2020 quando l’allora premier Giuseppe Conte annunciava il primo lockdown: “Non ci sarà più una zona rossa, non ci saranno più zona uno e zona due, ma un’Italia zona protetta – disse il presidente del Consiglio - Saranno da evitare gli spostamenti salvo tre ragioni: comprovate questioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute”. Tra poche ore, due anni e undici giorni dopo, l’Italia uscirà dallo stato di emergenza Covid.

Cominciano insomma ad allentarsi tutta quella serie di prescrizioni e regole che hanno segnato la vita del Paese e degli italiani nell’ultimo, lunghissimo periodo. Sarà un periodo di transizione verso il primo maggio: una data – quella – che segnerà davvero un ritorno alla normalità e l’inizio di una convivenza con il virus.

Ecco allora le novità che ci aspettano a partire dalle prossime ore.

Green Pass: dove non servirà da domani

Il green pass base, quello che si ottiene con un tampone antigenico o molecolare negativo oppure dopo la guarigione, all’aperto dal primo aprile non servirà più. Il super green pass – il certificato che viene rilasciato a chi è guarito da non più di sei mesi e a chi è in regola con le vaccinazioni - fino al primo maggio serve invece per consumare al bar seduti al chiuso o al ristorante al chiuso, ma non quelli dentro gli alberghi, dove si alloggia senza alcun pass. Sarà inoltre ancora necessario per un mese per andare in palestra, piscina, centri benessere, per svolgere attività sportive al chiuso, per partecipare a convegni e congressi, per frequentare centri ricreativi, per le serate in discoteca. Sarà richiesto fino a fine 2022 per entrare in ospedali e strutture per anziani.

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Quarantena e mascherine

I positivi restano in isolamento domiciliare, per una settimana se vaccinati, 10 giorni se non immunizzati, mentre per i contatti stretti scatta il regime di autosorveglianza, che consiste nell’obbligo di indossare per 10 giorni le Ffp2 quando si è al chiuso (abitazioni escluse) o in presenza di assembramenti.

Le mascherine al chiuso sono obbligatorie fino al 30 aprile. È possibile, ma non assicurato, che dal primo maggio non saranno più obbligatorie al chiuso. Si vedrà nella seconda metà di aprile. Intanto fino al weekend della festa dei lavoratori restano obbligatorie le Ffp2 nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche o altre), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica.

Trasporti e mezzi pubblici

Fino al 30 aprile, a tutti coloro che salgono su mezzi di trasporto nazionali sarà richiesto il green pass base. Quindi ai passeggeri di treni, di autobus, navi e traghetti che si spostano da una regione all’altra e di autobus basterà mostrare un green pass base con tampone negativo, rapido o molecolare. I viaggiatori dovranno indossare la mascherina Ffp2. Per i mezzi di trasporto pubblico locale non serve nessun certificato, ma sarà obbligatorio indossare la mascherina Ffp2.

Vaccini a scuola e sul lavoro

Per tutti i lavoratori della sanità, compresi quelli delle Rsa, l'obbligo vaccinale è prorogato fino al 31 dicembre. La guarigione da adesso varrà come la vaccinazione, come previsto per il resto della popolazione. Senza vaccino si resta a casa con lo stipendio sospeso. Per il personale della scuola, militari e forze dell'ordine, l'obbligo durerà invece fino al 15 giugno, ma potranno nel frattempo prestare servizio con il green pass semplice, ossia facendo il tampone rapido ogni due giorni, rischiando soltanto la multa da 100 euro. Stesso discorso per gli over 50, che dal 15 giugno potranno tornare al lavorare con il green pass base.

Per quanto riguarda la scuola dal primo aprile la Dad va in soffitta: a casa resterà soltanto chi è positivo al Covid e chi ha sintomi respiratori o una temperatura superiore a 37,5°. Positivi e sintomatici potranno però seguire le lezioni da remoto se un certificato medico attesterà che sono nelle condizioni di farlo. Tutti i contatti stretti di un positivo, anche se non vaccinati, continueranno in presenza, ma se i contagi in classe dovessero essere 4 o più, dalle mascherine chirurgiche si dovrà passare alle Ffp2. Via alle gite scolastiche. I prof senza vaccino rientrano a scuola ma di fatto non possono insegnare.

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