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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

Incidenza record ma reparti e terapie intensive restano sotto la soglia di allerta: Umbria al limite della zona gialla

Emergenza Covid, i dati del monitoraggio del ministero della salute: aumento rapido e generalizzato di nuovi casi di infezione per la decima settimana consecutiva

L’Italia si trova a fare i conti con la quinta ondata dell’emergenza Covid. Lo conferma il report settimanale del ministero della salute che parla di un “aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione” per la decima settimana consecutiva.

“A livello nazionale – illustra il dossier - l’incidenza settimanale ha superato i 750 casi per 100mila abitanti. La velocità di trasmissione nella settimana di monitoraggio si mantiene al di sopra della soglia epidemica nella maggior parte delle regioni italiane”.

Per quanto riguarda l’Umbria, l’incidenza rilevata tra il 24 ed il 30 dicembre è di 1.485 casi ogni 100mila abitanti, la più alta in Italia a fronte di una media nazionale pari a 783 casi; la percentuale di occupazione dei posti letto in area medica è del 18,4% (media nazionale al 17,1%) e quella dei posti in terapia intensiva del 6,3% (media nazionale al 12,9%). Fattori questi che valgono all’Umbria un “rischio moderato” che non significa che la regione sarà inserita nelle regioni a fascia gialla, anche e soprattutto in considerazione dell’ancora basso tasso di utilizzo degli ospedali.

“L’epidemia si trova in una fase delicata – mette in guardia il dossier del ministero - ed un ulteriore rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è altamente probabile. Alla luce della elevata incidenza e della circolazione della variante Omicron di SARS-CoV-2, è necessario il rigoroso rispetto delle misure comportamentali individuali e collettive, ed in particolare distanziamento interpersonale, uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani, riducendo le occasioni di contatto ed evitando in particolare situazioni di assembramento”.

Inoltre, si insiste ancora sulla necessità di “una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti”.

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