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Cronaca

Covid, via con le quarte dosi. Un hub vaccinale ogni 50mila residenti

In Umbria è possibile prenotare la vaccinazione dalle 8 di oggi, 14 luglio. La platea di over 60 è di oltre 195mila soggetti. Le indicazioni del ministero per la nuova campagna

Dalle 8 di questa mattina - 14 luglio - i cittadini umbri over 60 e i soggetti fragili individuati dalla circolare ministeriale, possono aderire alla vaccinazione anticovid con seconda dose booster tramite il portale vaccinocovid.regione.umbria.it.

La platea di riferimento over 60 sul territorio regionale è di è di 195mila 411 soggetti per i quali siano trascorso 120 giorni dalla somministrazione della terza o dall’infezione. 

Nella giornata di ieri, il general maggiore Tommaso Petroni, direttore dell’unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, ha inviato alle Regioni un documento contenente le linee di indirizzo per l’estensione “della platea vaccinale destinataria della seconda dose di richiamo (second booster) nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19”

Oltre a rinnovare la raccomandazione della “somministrazione di una seconda dose di richiamo purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla prima dose di richiamo o dall’ultima infezione successiva al richiamo (data del test diagnostico positivo) a tutte le persone di età superiore a 60 anni” e specificando che “una seconda dose di richiamo è, altresì, raccomandata alle persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti”, le otto pagine del documento specificano come – a livello nazionale – “il numero di cittadini destinatari dell’ulteriore richiamo è stimato in circa 12 milioni, ai quali dovranno essere sottratti coloro che progressivamente saranno guariti dal SARS CoV- 2”.

“In considerazione del contesto attuale e della platea individuata – scrive il generale Petroni - si può configurare, da subito, un modello misto di somministrazioni, in cui gli hub vaccinali potrebbero essere previsti a livello provinciale in numero crescente in funzione della popolazione residente e tenendo conto delle caratteristiche orografiche, demografiche e di viabilità dei singoli territori”.

La raccomandazione è dunque quella di istituire “un hub vaccinale ogni 50.000 abitanti”, integrato “da altri punti vaccinali presso strutture sanitarie stanziali tipo presidi ospedalieri, case della salute, medici di medicina generale e farmacie”.

Entro il prossimo 22 luglio, ogni Regione dovrà fornire “le capacità massime di somministrazione, in base alla propria pianificazione, suddivise per hub/punti di somministrazione attivi; hub/punti di somministrazione attivabili; strutture sanitarie stanziali quali potenziali stazioni vaccinali; medici di medicina generale; farmacie”.

Infine, l’unità fornisce i “target giornalieri” di somministrazione che a livello nazionale “dovrebbe attestarsi almeno alle 100mila dosi/giorno, valutando poi l’evoluzione del quadro epidemiologico e le eventuali ulteriori indicazioni delle autorità sanitarie italiane ed europee. Pertanto, si invitano le Regioni e le Province Autonome a porre in essere una organizzazione dedicata in grado di raggiungere i target individuati”.

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