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Cronaca

Da Ostia ad Acquasparta in auto per svaligiare le case, condannato

Contestate le accuse di furto e ricettazione. Uno della banda aveva trovato rifugio a Terni ed era stato trovato con tutta la refurtiva

Erano partiti da Ostia per andare a rubare nelle case di Acquasparta. Dopo un mese dalla razzia, però, erano stati individuati e arrestati dalle forze dell’ordine. Uno della banda aveva trovato rifugio a Terni ed era stato trovato con tutta la refurtiva ancora in casa. A chi lo arrestava e al giudice aveva detto di essere incensurato e che non aveva nulla a che vedere con i furti, ma nessun giudice gli ha creduto e adesso è arrivata al condanna definitiva a tre anni per furto e ricettazione.

L’imputato, un sudamericano di 32 anni, aveva fatto ricorso per Cassazione contestando la sentenza della Corte di appello di Perugia che aveva confermato la condanna per furto aggravato e ricettazione in quanto, a suo dire, non era stato preso in considerazione il suo stato di incensurato.

Anche i giudici di Cassazione, però, hanno ritenuto che non è “sufficiente la formale incensuratezza, anche alla luce della circostanza che l'imputato risultava gravato da precedenti giudiziari e da segnalazioni di polizia” nonché “alla luce della obiettiva gravità della condotta avente ad oggetto un furto in abitazione posto in essere da quattro persone giunte ad Acquasparta appositamente da Roma” con le quali era stato individuato e con il provento del furto (un orologio, un paio di airpods apple, un monopattino elettrico e altri elettrodomestici) trovati in casa.

Da qui il rigetto del ricorso e la condanna anche al pagamento di 3mimla euro in favore della Cassa delle ammende.
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