Alta velocità, segnali sbiaditi ed erbacce: la Valnerina è una “giungla” di pericoli

La denuncia del Pd di Collestatte e Torre Orsina: “Nessuna amministrazione comunale è mai riuscita a dare al quartiere di Collestatte Piano tutto ciò che meriterebbe, ma un punto così buio non si era mai toccato”

Riceviamo e pubblichiamo una nota diffusa dal circolo del Partito democratico di Collestatte e Torreorsina sulla situazione in cui si trova il quartiere.

Da molti anni la strada Valnerina è teatro di incidenti dovuti principalmente all’alta velocità.

Quest’anno la situazione è pesantemente aggravata dall’avanzare, con livelli senza precedenti, di una vegetazione selvaggia lungo il percorso stradale, e dallo scolorirsi degli attraversamenti pedonali.

Nei primi anni duemila fu costruito un marciapiede dall’ex Snia Viscosa fino al bivio per Collestatte Paese, e nel 2014 fu realizzato da Provincia e Comune un ulteriore tratto fino alle case popolari Ater di via Valenti.

Il primo tratto di marciapiede è ormai irriconoscibile, letteralmente invaso e ricoperto di vegetazione che a stento fa intravedere i cigli che lo delimitano. Gli unici tratti puliti sono quelli sistemati da cittadini volenterosi davanti alla propria abitazione. I cartelli stradali e gli specchi parabolici sono ormai inglobati da erba e rami di alberi, impedendone pericolosamente la funzione di segnalazione dei limiti di velocità, dei pericoli, e di visibilità del traffico.

Ad aggravare ulteriormente la situazione è sicuramente il positivo aumentare del turismo in queste ultime settimane: il balzo avuto in tutta Italia, dovuto principalmente al mercato turistico degli italiani che per via del Covid hanno preferito mete come la Cascata anziché l’estero, era sicuramente prevedibile.

La riapertura dell’ex Snia Viscosa come parcheggio (scelta già adottata fino a qualche anno fa) era stata sbandierata come soluzione risolutiva. Così non è stato, con auto parcheggiate sui bordi stradali anche nei giorni feriali, e nei fine settimana dal bivio di Papigno fino a quello di Torre Orsina per 4 lunghi chilometri di turisti a piedi lungo la strada.

Forse prima di lasciarsi andare in proclami trionfalistici, il Comune avrebbe dovuto e dovrebbe studiare ulteriori soluzioni: Collestatte Piano non può ricevere solo disagi dal turismo, ma anche vantaggi.

Spostandosi all’interno del centro abitato, la situazione non migliora: le panchine di ponte Accarino, punto di appoggio per le camminate mattutine degli anziani, e di ritrovo la sera per i più giovani, si presentano piegate, con vegetazione incontrollata, lampioni rotti, uno dei quali anche con una cassetta elettrica aperta ad altezza di bambino.

In via Valenti per la terza estate consecutiva il Comune non taglia l’erba nel quartiere, mentre fino al 2017 la precedente amministrazione comunale effettuava almeno due tagli all’anno.

Per non parlare della vistosa perdita della fontanella di Collestatte Carburo.

A questo si aggiunge il completo abbandono in cui versa il nuovo campo sportivo di Collestatte Piano, finanziato dall’amministrazione precedente ma inaugurato un anno fa dall’assessore Melasecche a poche settimane dalle elezioni regionali che lo videro candidato: dopo il taglio del nastro nessuna manutenzione, nessuno spazi giochi per i bambini come si disse quel giorno, e ancor meno nessun completamento dei lavori con gli spogliatoi. Il terreno di gioco, tempestato da erbacce e grandi arbusti, è utilizzato come spazio per i bisogni dei cani.

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Nessuna amministrazione comunale è mai riuscita a dare al quartiere di Collestatte Piano tutto ciò che meriterebbe, ma un punto così buio non si era mai toccato.

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