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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

“Quel giudice si deve guardare le spalle”, le parole shock dell’imputato durante l’udienza

Pancrazio Carrino è detenuto nel carcere di vocabolo Sabbione. La frase è stata pronunciata nel corso di un collegamento video con il tribunale di Potenza. Le precedenti minacce contro uno dei magistrati in servizio a Terni

“Quel giudice si deve guardare le spalle”. Così Pancrazio Carrino, 42enne di San Pancrazio Salentino (Brindisi) nei confronti della giudice Maria Francesca Mariano, durante il processo in cui è imputato per le accuse di porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o a un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a compiere un atto contrario ai propri doveri. L’uomo è attualmente detenuto presso il carcere di Terni da dove si è collegato in videoconferenza con il tribunale di Potenza.

Le accuse di cui deve rispondere fanno riferimento agli episodi che sarebbero avvenuti nella casa circondariale di Borgo San Nicola, dove all’epoca l’uomo era detenuto essendo tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare seguita all’inchiesta “The Wolf” sul clan Lamendola-Cantanna, emessa dalla gip Mariano su richiesta della sostituta Ruggiero.

E proprio nel corso dell’udienza in cui gli è stato comunicata la revoca dell’accoglimento dell’istanza di patteggiamento, il 42enne collegato in videoconferenza dalla casa circondariale di vocabolo Sabbione, avrebbe perso le staffe e, davanti a magistrati e avvocati, avrebbe rinnovato il suo augurio di morte alle due magistrate salentine (che non erano presenti in aula) e, in particolare, rispetto alla giudice Mariano, avrebbe affermato frasi del tipo: “Si deve guardare le spalle…”.

Non è questa la prima volta Maria Francesca Mariano, in servizio negli uffici gip/gup del tribunale di Lecce, e la sostituta procuratrice della direzione distrettuale antimafia per Lecce, Brindisi e Taranto, Carmen Ruggiero, entrambe sotto scorta, ricevono intimidazioni e minacce.

Le parole di Carrino non sono passate in sordina. Gli atti sono stati infatti inviati in procura affinché venga aperto un ulteriore procedimento a carico dell’uomo, lo stesso che, per sua ammissione, finse di voler collaborare con la giustizia per poter incontrare la pm Ruggiero e tagliarle la giugulare, minacciando di morte anche il sostituto procuratore della Repubblica di Terni, Raffaele Pesiri.

Stando a quanto riferito dall’imputato, la ragione del suo odio per pm e gip si trova nell’ordinanza di custodia cautelare scaturita dall’inchiesta “The Wolf”, dove è riportato un episodio di violenza sessuale di cui è ritenuto responsabile.

Quest’accusa l’avrebbe portato prima a tentare il suicidio e poi a scatenare la sua rabbia contro pm e giudice. A raccontarlo fu lo stesso Carrino durante l’interrogatorio in cui chiarì di non aver mai avuto alcuna reale intenzione di collaborare con la giustizia.

Assistito dall’avvocato del foro di Roma Valentina Aragona, durante l’udienza preliminare di "The Wolf", il 42enne aveva rilasciato dichiarazioni spontanee per prendere le distanze da quanto messo nero su bianco nel provvedimento, affermando: “Amo le donne. Non ho mai violentato nessuna”.

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