Covid, tutte le misure del nuovo decreto del presidente del consiglio: cosa cambia da oggi al 13 novembre

Le regole per bar, ristoranti e pasticcerie. I sindaci potranno “chiudere” le vie della movida. Ultimatum alle palestre: una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza | IL TESTO

Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno varato poco prima della mezzanotte il Dpcm 18 ottobre 2020 con le misure dell’ulteriore stretta che entrano in vigore da oggi, lunedì 19 ottobre, e sono valide fino al 13 novembre. Il testo del nuovo Dpcm è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo la conferenza stampa del premier.

Nuovo Dpcm 18 ottobre: le misure

Le principali novità del Dpcm 18 ottobre sono sostanzialmente tre: la prima è che alle 21 si potranno chiudere strade e piazze così da evitare assembramenti; la seconda sono gli orari flessibili per la scuola (che resta aperta); la terza sono i locali chiusi a mezzanotte alle 5 del mattino e dalle 18 senza servizio ai tavoli.

Dpcm 18 ottobre: il coprifuoco affidato ai sindaci

La misura più importante del Dpcm è la facoltà affidata ai sindaci di chiudere strade e piazze dalle 21 e interviene sugli orari dei bar per far rispettare il divieto di assembramento. La curiosità è che i sindaci, espressamente nominati nella bozza del Dpcm, spariscono nella versione definitiva. Nel dettaglio le norme sono: “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie) sono consentite dalle 5 sino alle 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle 18 in assenza di consumo al tavolo”. “Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle 8 alle 21”. “Sono vietate le sagre e le fiere di comunità”. “Può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. Sono confermate le multe da 400 a 1.000 euro per chi non rispetta i divieti.

Palestre e piscine rimangono aperte, ma - come ha sottolineato Conte - in questi giorni verrà verificato il rispetto dei protocolli di sicurezza e tra una settimana la stretta potrebbe arrivare davvero.

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