Così rinasce Sant’Alò: da convento delle clarisse a “casa” dei sacerdoti, un anno di lavori e investimento da 1,3 milioni

Presentato dalla Diocesi di Terni il progetto di riqualificazione del complesso immobiliare: ci saranno dieci alloggi e spazi comuni. E potrà anche ospitare attività pastorali per famiglie e giovani

Da convento delle suore clarisse a “casa” dei sacerdoti: così rinasce il complesso immobiliare in via Sant’Alò a Terni.

Edificato alla fine degli anni ‘50 del secolo scorso con destinazione a convento delle suore clarisse, dopo che le stesse suore lo lasciarono intorno alla fine degli anni ‘80 per trasferirsi in un nuovo convento costruito alla periferia di Terni, è stato utilizzato come seminario diocesano. Ad oggi, il fabbricato è di fatto inutilizzato.

Sant'alò presentazione lavori ristrutturazione (1)-2L’intervento presentato dalla Diocesi di Terni Narni Amelia ha lo scopo “primario di ottimizzare e migliorare la residenza dei sacerdoti della Diocesi. La vicinanza con la cattedrale, l’episcopio, gli uffici di curia e l’inserimento nella comunità pastorale delle parrocchie del centro cittadino – è stato spiegato - rende la struttura molto utile per i sacerdoti destinati al servizio pastorale del territorio e della curia diocesana. La struttura permetterà infatti una maggiore condivisione tra sacerdoti, anche mettendo a disposizione vari servizi centralizzati come mensa, pulizie, e così via”.

Inoltre, data l’ampiezza, vi si potranno svolgere gli incontri periodici di tutto il clero diocesano come ritiri e formazione. Alcuni ambienti saranno resi disponibili pure per svolgere attività pastorali a livello diocesano, in particolare rivolte alla pastorale familiare e giovanile.

In programma nel prossimo anno – i lavori inizieranno entro gennaio 2020 e si concluderanno a gennaio del prossimo 2021 – c’è il restauro del tetto in legno dell’edificio. La ristrutturazione permetterà di realizzare 10 alloggi: al piano terra nel corpo di fabbrica staccato dall’edificio principale, un bilocale; al primo piano 4 bilocali e una camera, mentre al secondo piano 3 camere e un bilocale.

La cappella sarà spostata al piano terra, così come il refettorio. Ci saranno poi “spazi di relazione” (TV, biblioteca, ecc.) oltre ad un ampio giardino e un porticato.

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La spesa prevista per l’intervento è di poco superiore a 1,3 milioni di euro, finanziati con un contributo ricevuto dai fondi CEI 8x1000 e con ulteriori fondi della Diocesi e “la generosità di tanti e di tanti altri che vorranno partecipare”.

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